Rifiuti, corsa per evitare la crisi

Oggi il sindaco di Tufino incontra il prefetto Musolino. Mascolo: "Riapro lo Stir, ma a certe condizioni"
14 ottobre 2013 - Irene De Arcangelis
Fonte: Repubblica Napoli

QUARANTOTTO ore all' inizio di una nuova crisi rifiuti nella vicenda Stir di Tufino, seguita con attenzione dalla prefettura che attende le decisioni del sindaco al quale è stato chiesto di "bilanciare gli interessi" e tornare sulla sua decisione di chiudere l' impianto. Il sindaco di Tufino Antonio Mascolo, che ha firmato l' ordinanza pubblicata sulla Home del sito del Comune, chiama a raccolta i sindaci dell' agro nolano e indice una tavola rotonda per domani pomeriggio: attende di conoscere quanti di loro approvano la sua decisione. Intanto però è proprio il sindaco del gesto di rottura a fare l' atteso primo passo per trovare una soluzione: stamattina incontrerà il prefetto Musolino. «Sono disposto a riaprire lo Stir, ma solo a certe condizioni», dice. Si parlerà della Sapna, azienda che gestisce l' impianto, che oggi presenterà il ricorso al Tar contro l' ordinanza di chiusura del sindaco ma intanto riconosce alcuni dei problemi denunciati dal primo cittadino e rassicura la prefettura: si rimedierà al più presto. Lo Stir è al suo terzo giorno di blocco. Una paralisi che può coinvolgere sessantadue comuni a cominciare da Napoli con il rischio che la vicenda esploda in problemi di ordine pubblico con le strade di nuovo invase dalla spazzatura. Gli impianti di Caivano e Giugliano e il conferimento fuori regione non possono bastare a smorzare l' emergenza. L' ordinanza del sindaco è stata «un provvedimento necessario - spiega il vice sindaco Pellegrino Falco - quando i residenti della frazione di Schiava sono letteralmente scesi in strada per il fetore che impediva di respirare. È stato un fatto inevitabile, chi vuole riaprire lo Stir in queste condizioni si assuma le sue responsabilità. Questa sera (ieri, ndr) ci sarà una riunione con il sindaco che sta rientrando dalla Puglia per affrontare questa emergenza e discutere sul da farsi. Domani sentiremo gli altri sindaci». Condizioni elencate nelle quattro pagine dell' ordinanza: olezzi nauseabondi irritanti e pungenti alla gola, mancato controllo all' accesso dei rifiuti sui camion, liquidi che colano al suolo e nel collettore, presenza di rifiuti che non dovrebbero arrivare a Tufino, come ferro, pneumatici, gesso, pietrisco. E ancora: emissioni di fumo bianco, impianto di ventilazione e aspirazione non funzionante, balle strappate con perdita di liquidi scuri, mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Non la pensa così la Procura di Nola diretta da Paolo Mancuso - e che ascolterà Mascolo, indagato per interruzione di pubblico servizio, il prossimo 21 ottobre - secondo cui si tratta di episodi singoli cui si può porre rimedio in breve tempo senza paralizzare la raccolta. Rilievi che per la prefettura non sono stati sollevati sulle basi giuridiche giuste, mentre l' ufficio di governo sottolinea la necessità di bilanciare da una parte la salute pubblica dall' altra le gravi conseguenze dell' eventuale protrarsi della chiusura dello Stir. Intanto però la prefettura attende anche le mosse della Sapna che riconosce problemi nell' impianto e assicura interventi immediati per la loro soluzione con il conseguente via libera alla riapertura dello Stir. Dunque quarantotto ore fondamentali per lo sblocco. Su cui punta il presidente della provincia Antonio Pentangelo, che si augura un intervento urgente del Tar perché «nello Stir è tutto in ordine». Sul caso interviene Luigi de Magistris: «Le richieste che provengono dai territori devono sempre essere ascoltate, cercando la strada del confronto e dell' intesa. Sarebbe importante, dunque, che si dia ascolto alle richieste del sindaco di Tufino e che, verificato quanto da lui sostenuto, si lavori tutti in direzione di una risposta celere nell' interesse collettivo»

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