Ambiente Stir di Tufino chiuso almeno fino a martedì, e scatta l'allarme finanziario

Tufino resta ancora chiuso Crisi rifiuti in 62 Comuni

È crisi perché i Comuni napoletani non pagano
Il sindaco non annulla l'ordinanza. Sapna ricorre al Tar
13 ottobre 2013 - Angelo Lomonaco
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Lo Stir di Tufino, chiuso dal sindaco, non riaprirà prima di martedì, e solo se il Òàã accoglierà il ricorso che Sapna e Provincia di Napoli presenteranno domani. Ma si profila anche un'altra emergenza nella gestione dei rifiuti: nel Napoletano è la Provincia che anticipa alla Sapna le somme che invece i Comuni dovrebbero pagare per il servizio. E la stessa società è in grande difficoltà, tanto da non poter versare i ristori ambientali ai Comuni che ospitano gli impianti tra i quali, appunto, Tufino. Impianti, in particolare gli Stir, indispensabili nella stessa provincia di Napoli, indietro alle altre nella raccolta differenziata. «La solita Campania due velocità, una normale e una non normale. Nelle altre quattro Province la filiera delle responsabilità è rispettata. L'anomalia si verifica solo a Napoli, ma la Provincia non può più rimediare», commenta l'assessore regionaie all'Ambiente Giovanni Romano.
NAPOLI — È una doppia emergenza quella che si profila per la provincia di Napoli. Tra un paio di giorni potrebbero trovarsi in difficoltà i 62 Comuni del Nolano, del Tórrese e della Penisola Sorrentina e parte di Napoli, i cui rifiuti — da tritovagliare prima di inviarli al termovalorizzatore di Acerra — sono quotidianamente conferiti nello Stir di Tufino. Che il sindaco Mascólo, nella veste di massima autorità sanitaria locale, ha chiuso. Ma la situazione è molto più complessa, delicata e intricata e riguarda pure i rapporti tra i Comuni, la Provincia e la Sapna, società provinciale che gestisce anche lo Stir di Tufino ma lavora per i Comuni. In particolare i rapporti economici, perché la Provincia sta solo anticipando alla Sapna ciò che invece dovrebbero pagare i Comuni, e non potrà far lo ancora a lungo. Intanto, c'è anche qualche problema in un altro Stir napoletano, quello di Giugliano, dove la lavorazione procede a ritmi meno serrati del solito a causa di una sorta di protesta silenziosa dei lavoratori che attendono il pagamento di alcune mensilità arretrate. Paradossalmente, proprio nella provincia che produce più rifiuti, insomma, c'è un problema economico che potrebbe causare il blocco totale. Non solo: a Napoli è anche in ritardo la differenziata e quindi gli Sur sono indispensabili. «Come al solito — commenta l'assessore regionale all'Ambiente Giovanni Romano — c'è una Campania a due velocità, una normale e una non normale. Nelle altre quattro Province, da tré anni tutti i Comuni emettono i ruoli per la Tarsu, riscuotono e pagano le rispettive società provinciali. La filiera delle responsabilità è rispettata. L'anomalia si verifica solo a Napoli, ma la Provincia non può più rimediare». Non a caso Antonio Pentangelo, presidente della Provincia di Napoli, a proposito della decisione del sindaco di chiudere lo Stir di Tufino, dice: «Non vorrei che dietro tutto questo si celassero richieste di adeguamento dei ristori ambientali da parte di quei sindaci che ospitano impianti per il trattamento dei rifiuti. Per carità, si tratta di richieste legittime da parte di chi sta in trincea e si confronta quotidianamente con la propria cittadinanza, non sempre tollerante e accondiscendente quando si tratta di affrontare direttamente le tematiche ambientali. Ma da qui a creare i presupposti di pericolose crisi sinceramente ce ne passa». In realtà, lo conferma l'assessore Romano, «il sindaco Mascólo ha più volte sollecitato il pagamento dei ristori ambientali arretrati, che per gli Stir si calcolano sulla base di 3 euro a tonnellata». Ma certamente non può pretenderle dalla Provincia. Deve riceverle dalla Sapna che a sua volta dev'essere pagata dai Comuni. Un cane che si morde la coda. Tutto questo sta dietro la clamorosa decisione di chiudere lo Stir. Le motivazioni ufficiali sono diverse e controverse. Duro il giudizio del procuratore di Noia Paolo Mancuso, che ha tempestivamente indagato Mascólo perché lo stop costituirebbe «interruzione di pubblico servizio». Duro il commento dell'amministratore della Sapna Enrico Angelone: «Sottolineo il fatto che dall'ispezione sono scaturiti due verbali. Quello dei vigili e quello dell'Arpac, la sola titolata ad esprimersi. Ð verbale dell'Arpac parla di alcune ecoballe rotte sul piazzale impermeabilizzato dalle quali usciva acqua piovana; e di un camion, l'unico che è stato aperto e ispezionato, nel quale sono stati trovati alcuni residui di lavorazioni edili e di vernici e una vecchia gomma d'auto. E poi fa notare che i biofiltri non sono in buone condizioni. Ebbene quei filtri si sostituiscono una volta ogni quattro anni e c'è tempo fino a marzo 2014 È già in corso la gara d'appalto per sostituirli». In ogni caso, aggiunge Angelone e conferma Pentangelo, «contro la chiusura dell'impianto Stir di Tufino, decisa dal sindaco lunedì mattina (domani, ndr) presenteremo ricorso al Òàã». Duro, ovviamente, anche il giudizio dello stesso Pentangelo: «Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità del sindaco e se sussistevano i presupposti per un provvedimento così grave». Dal canto suo Mascólo, in Puglia per impegni familiari, lunedì sarà dal prefetto e martedì ha invitato la Provincia e la Sapna a Tufino per un incontro chiarificatore e per studiare una soluzione ai problemi emersi. «Noi — assicura Pentangelo — sicuramente ci saremo, perché non abbiamo mai fatto mancare la nostra collaborazione istituzionale e amministrativa ai Comuni della provincia. Mi domando perché non si sia subito imboccata questa strada piuttosto che adottare provvedimenti a mio avviso spropositati per le problematiche in essere». Meno intransigente Romano: «Ho letto le motivazioni del provvedimento del sindaco — dice l'assessore regionale — e oggettivamente per certi versi imporrebbero al sindaco, come autorità sanitaria, di pretendere e ottenere interventi di manutenzione. La verità probabilmente sta nel mezzo, perché l'Arpac conferma che occorrono interventi su alcune parti dell'impianto, ma sappiamo che la Sapna è in sofferenza finanziaria. La Provincia di Napoli, dal canto suo, sbaglia ad anticipare e ha ragione quando dice che non può continuare a farlo». Intanto prima di martedì lo Stir non sarà riaperto. Cosa accadrà nel frattempo? «Per fortuna — continua Romano — esiste un meccanismo di sicurezza, un piano che ci consente di dirottare altrove quei rifiuti. Inoltre, di domenica la raccolta rallenta e questo ci consente un recupero. A Tufino però il problema si deve risolvere».

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