Ambiente Raccolta rifiuti a rischio in 62 Comuni. Mascolo: «È pericoloso, non lo riapro manco morto»

Il sindaco chiude lo Stir La Procura lo indaga

Tufino, «lo stop è interruzione di pubblico servizio»
12 ottobre 2013 - Gianluca Abate, Simona Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — II sindaco chiude lo stir per le «condizioni critiche» in cui versa e finisce sott'inchiesta per «interruzione di pubblico servizio». Accade a Tufino, dove ieri Antonio Mascólo ha firmato un'ordinanza con la quale ha fermato a tempo indeterminato l'impianto di tritovagliatura. Uno stop che mette a rischio la raccolta dei rifiuti in 62 Comuni, compreso quello di Napoli. E che è stato deciso dopo un'ispezione fatta due giorni fa dalla polizia municipale. «Abbiamo riscontrato gravi violazioni», spiega il comandante dei vigili Michele Arvorio. «Pessima manutenzione dello stir da parte della Sapna (la società provinciale che gestisce gli impianti, ndr), camion in fila per ore che percolano ed emanano cattivo odore. Abbiamo aperto un paio di bilici e abbiamo trovato rifiuti speciali, pneumatici e scarti di lavorazione edile: ma la Sapna invece di non consentire l'accesso e informare l'Arpac si autocomunica che si tratta di uno sversamento non conforme. E poi gli addetti non hanno alcuna protezione, incredibile». Ma come nasce il con trollo? C'è stata qualche denunda? «A parte i cittadini che d sollecitano, è il nostro lavoro. E l'ordinanza, la numero 14, resta in vigore fino a quando non saranno ripristinate le condizioni previste dalla legge, ora violate in foto». È il verbale di quest'ispezione a far decidere al sindaco di Tufino la chiusura dell'impianto. «Un provvedimento che non condivido — dice nel pomeriggio il procuratore di Noia Paolo Mancuso — e che, stando a quel che mi risulta, non condivide neppure il prefetto di Napoli». Due ore dopo le dichiarazioni del capo dei pm, è lo stesso Antonio Mascólo a rivelare di essere stato indagato proprio da quella Procura. «Sono a Taranto per un matrimonio — spiega al telefono — e sono venuti i carabinieri a notificarmi un avviso di garanzia. La Procura dice che è un'interruzione di pubblico servizio, io sostengo invece che è una questione di sanità pubblica. Facciamo tanti comitati per la difesa della salute, e poi se uno chiude un impianto pericoloso per i cittadini finisce sott'inchiesta». Lo stir, per il momento, non ha però alcuna intenzione di riaprirlo: «E perché? Hanno fatto qualche lavoro in queste ultime ore? Lo hanno reso più sicuro? Io la mia ordinanza non la revoco neppure morto. Mi possono anche arrestare, ma io devo tutelare la salute dei cittadini. Vedo che, al contrario, l'unico problema che si pongono è che non sanno dove scaricare i ri fiuti. E allora, se proprio ci tengono, decidano loro di riaprire l'impianto». Quello del sindaco, dunque, non è l'unico fasdcolo arrivato alla procura di Noia. Perché se Mascólo aveva inviato ai pm la sua ordinanza, l'amministratore unico della Sapna Enrico Angelone aveva presentato una denuncia contro il Comune di Tufino. «Palesi violazioni nello stir? Lo dice il comandante della polizia municipale, ma il provvedimento è del tutto illegittimo.Gli automezzi che percolano sono dei Comuni e non nostri, e poi hanno aperto un bilico di Torre del Greco e d hanno trovato dentro un solo pneumatico. Noi solitamente facciamo un verbale di non conformità e li rimandiamo indietro: casi così ne accadono a centinaia, dovrebbero studiare un po' questi signori». E c'è da studiare anche come far fronte all'emergenza: «Cerchiamo di redistribuire i rifiuti in altri impianti, ma d saranno certamente disagi per la popolazione».

Powered by PhPeace 2.6.4