«Inceneritore a Giugliano offerte da A2A e Astaldi»

Termovalorizzatore, la Digos indaga sulle minacce al commissario

12 ottobre 2013 - Titti Beneduce, Angelo Lomonaco
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
NAPOLI — Rifiuti, l'alta tensione dei giorni scorsi nelle ultime ore è diventata altissima. Probabilmente perché proprio ieri è scaduto il termine per la presentazione delle offerte per il tennovalorizzatore di Giugliano, destinato a smaltire i milioni di ecoballe stipate sul territorio. Infatti la tensione si è concentrata sul commissario per i termovalorizzatori, il professore della Parthenope Alberto Carotenuto. Il «Comitato No Inceneritore Giugliano» ha pubblicato su Facebook i numeri telefonici dell'ufficio «di quello che materialmente ha indetto la gara per il cancroualorizzatore di Giugliano, e del suo compare», aggiungendo: «Chiamateli, anche solo per un saluto affettuoso, Iniziarne l'assedio». E la Digos ha inviato un'informativa in Procura. Anche se si tratta, fanno sapere dalla Questura, di uno scrupolo investigativo, di una cautela necessaria proprio per il clima rovente di questi giorni, ma Carotenuto ha deciso di non sporgere denuncia. All'informativa firmata dal vicequestore Luigi Bonagura è allegata l'immagine della schermata. In realtà, ieri il messaggio è stato prima criticato da alcuni aderenti al gruppo, poi modificato e infine cancellato. La nota della Digos sarà ora esanimata dai magistrati del pool anti-terrorismo: il procuratore aggiunto Zuccarelli e i sostituti Corona, Cannavate e Milita. Dunque è scontata l'apertura di un fascicolo. Nelle indagini gli agenti della Digos saranno affiancati dai colleghi della polizia postale, esperti di informatica.
Carotenuto, intanto, butta acqua sul fuoco: «Non intendo fare niente. L'iniziativa si commenta da sola, ma non intendo entrare in nessuna polemica di nessun genere con nessuno. In questo momento non c'è problema. Se ne sorgessero, chiederei salvaguardia non per me ma per la mia famiglia». L'ingegnere-commissario non nasconde che la situazione è complessa. E svela: «Ieri sono arrivate due buste. Una da un'Associazione temporanea di imprese della quale è capofila la AaA, l'altra da un'Ati guidata dall'Astaldi». Allora il termovalorizzatore a Giugliano si farà nonostante la recente delibera del consiglio regionale che ha deciso di frenare? «La situazione — ripete Carotenuto — è complessa. C'è anche un grande fermento scientifico per trovare un'alternativa. Ma io non posso esprimere giudizi tecnici, significherebbe che propendo per una o l'altra soluzione. Invece sono qui come esecutore di leggi dello Stato approvate tra il 2008 e il 2012. Se e fino a quando tali leggi non saranno modificate, non potrò fare altro che andare avanti». Dunque saranno valutate le due offerte presentate in base al bando pubblicato subito dopo metà agosto. Ma i tempi non sono brevi. Lunedì sarà effettuata la verifica dei requisiti, poi comincerà il dialogo competitivo: occorrono mesi. E Napoli Est, che fine ha fatto la trattativa con A2A che era in corsa anche per il termovalorizzatore tanto osteggiato dal Comune? «A2A — conclude Carotenuto — si è ritirata non per le proteste ma perché ha ritenuto le condizioni economico-finanziarie non siano remunerative. Se non si modificano tali condizioni non verrà nessun altro. Quindi ho presentato una proposta al presidente della Regione, ma non ho avuto risposta. Se non accetterà, dovrò dimettermi. Nelle more, mi sono sospeso dall'indennità: è già accaduto altre volte, anche se l'indennità non è mai stata erogata».
Powered by PhPeace 2.6.4