Casal di Principe La difficile situazione nel Comune sciolto per infiltrazioni malavitose che è ormai in dissesto

Intervista a Silvana Riccio. «I rifiuti? Oltre a filmarli dobbiamo raccoglierli»

Il commissario Riccio: «Per le discariche lo Stato non lasci soli i Comuni, ci dia risposte»
11 ottobre 2013 - Simona Brandolini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Cinque milioni di euro. È il finanziamento destinato alla videosorveglianza nella Terra dei fuochi. Un modo per tentare di tenere sotto controllo i roghi che ogni giorno intossicano quella vasta area tra Napoli e Caserta.
«Però poi ci sono quelle che io chiamo le conseguenze collaterali, che, purtroppo, non si evitano con la videosorveglianza». A parlare è il prefetto Silvana Riccio, commissario del comune di Casal di Principe, in piena Terra dei fuochi e di camorra.
Ci spiega cosa intende per «conseguenze collaterali»? «Che il nostro problema non è la videosorveglianza, ma i rifiuti per terra e che dobbiamo raccogliere».
Quindi per lei la videosorveglianza non serve? «Non dico questo, non sono contraria. Dico solo che dobbiamo raccogliere i rifiuti e non lo possiamo fare. Anche i costi degli scavi che sono stati fatti hanno gravato sulle casse del Comune che è in dissesto. E siamo tutti nel le stesse condizioni, così Casale, così San Cipriano, Casapesenna. Insomma lo Stato non può lasciarci soli e non dare risposte».
Ma la raccolta spetta ai comuni non al ministero, alla Regione o al commissariato per i roghi tossici. O sbaglio? «Ha ragione. E vero che è nostra la competenza, ma in una situazione normale. Le faccio un esempio: accanto all'istituto di ragioneria puntualmente sversano cumuli di immondizia. Li raccogliamo, dopo due giorni sono di nuovo lì . Lo abbiamo detto in tutti i modi. In queste condizioni non possiamo essere lasciati soli».
Ma scusi lei parla di sversamenti abusivi ma di rifiuti, non di materiale speciale. «Anche se parliamo di rifiuti, diciamo pure "normali", dopo died giorni in strada, non sono più "normali". È necessaria una caratterizzazione. A Casale le strade sono pulite, la raccolta avviene regolarmente. Ma oltre quella non possiamo andare. Per ragioni di costi esagerati, ma anche perché è difficile combattere un'abitudine che è quella di sversare in strada ovunque anche da altri paesi vicini».
Un'abitudine che c'è da sempre. «Ora c'è attenzione, ma è sempre stato così . Le rilevazioni dell'Astir dimostrano che queste discariche a cielo aperto sono sempre le stesse, negli stessi punti, sotto i medesimi cavalcavia. Poi c'è tutto il tema delle bonifiche che è un capitolo diverso».
Ha letto che ci sono grandi catene di supermercati che non vogliono commercializzare più alimenti di provenienza campana? C'è un allarme fortissimo e preoccupazione per ciò che si mangia. Lo condivide? «Non do giudizi ne ho pregiudizi. Ma per evitare questi allarmi, per tentare di rassicurare i cittadini, stiamo lavorando con la Regione. Dalla prossima settimana partiranno analisi mirate in tutti i terreni agricoli di Casal di Principe».
Cosa sarà analizzato? «I primi 50 centimetri di suolo, questo ci permetterà di sapere con certezza quale terreno sia coltivabile e quale no». Basta? «È un elemento di rassicurazione, di certezza se non altro. La falda acquifera è inquinata, tant'è che ho vietato di utilizzare l'acqua proveniente dai pozzi. Ed è chiaro che analisi superficiali non escludono che in profondità siano stati sotterrati rifiuti . Ma almeno sapremo se quei terreni possono essere destinati all'agricoltura che è parte importante dell'economia di Casal di Principe».

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