«Denunceremo chi boicotta i nostri prodotti»

La Regione annuncia la linea dura: non accetteremo manovre speculative
9 ottobre 2013 - Paolo Maniero
Fonte: Il Mattino

Contro il boicottaggio dei prodotti campani la Regione passa alla linea dura chiedendo il risarcimento dei danni provocato alle imprese agricole e al sistema economico della Campania. «Non è pensabile - attacca l'assessore all'Agricoltura Daniela Nugnes - che cipossa essere un intervento così massiccio da parte del sistema della grande distribuzione nazionale per scelte che sembrano dettate da motivi meramente commerciali, probabilmente non supportate da dati scientifici adeguati e che mi auguro non siano motivate da mera attività speculativa». Con questa iniziativa la Regione intende contrastare una campagna denigratoria verso i prodotti made in Campania e raccogliere così l'allarme lanciato dagli operatori e dalle associazioni di categoria. «La Campania ha prodotti agricoli di eccellenza e non è possibile criminalizzare un intero comparto per ferite circoscritte ad un' area della regione. Il fenomeno dei roghi e dello smaltimento dei rifiuti tossici nella Terra dei fuochi aggiunge la Nugnes - è tristemente noto ma non per questo possiamo consentire che la grande distribuzione boicotti i prodotti campani che vengono sottoposti a numerosi e rigorosi controlli prima di arrivare sui banchi dei supermercati». A sostegno di quest'azione l'assessore ricorda che la Campania ha una superficie agricola totale di oltre 700mila ettari e l'agroalimentare produce un fatturato di circa 5 miliardi ali' anno. «La va sta area di Giugliano, con i suoi 2.200 ettari, rappresenta solo lo 0,3 per cento del totale», specifica la Nugnes. Oltre alla richiesta di risarcimento danni, la Regione ha avviato anche un'azione di tutela dei prodotti. Si partirà da Caivano e da Casal di Principe. È in questi due luoghi simbolo della Campania avvelenata che comincerà lo screening dei suoli agri coli con à analisi delle matrici vegeta li e idriche. L'obiettivo è dare certezze ai cittadini che non si fidano degli alimenti coltivati nella Terra dei fuochi e agli agricoltori che temono il boicottaggio dei loro prodotti. Lo screening sarà effettuato dal Consiglio ricerca e sperimentazione in agricoltura, dall'Istituto superiore della sanità, dall'Istituto protezione e ricerca ambientale e dal Ciram (il centro dipartimentale della Federico II), enti di ricerca con i quali la Regione firma un protocollo di intesa. La scelta di Caivano e Casal di Principe è stata voluta perché è in questi due comuni che gli scavi hanno portato alla luce veleni tom- bati in anni e anni di disinteresse e abbandono. Successivamente i controlli saranno estesi a tutta l'area della Terra dei fuochi. «Per far fronte a questo disastro, per tutelare la salute dei cittadini e per garantire tutti i prodotti - spiega al Tg3 Campania il presidente della Regione Caldoro - serve una messa m sicurezza dell'intero territorio e disporre delle risorse necessarie. La Regione ha stabilito che questa è la prima grandepriorità». Massima attenzione, dunque, ma da parte della Regione si lavora anche per evitare allarmismi. In questo senso, Palazzo Santa Lucia ricorda che alcune analisi condotte nell'inverno e nell'estate del 2012 e nel marzo 2013 dall'Istituto superiore di sanità nell'area di Giugliano dimostrano che nei campioni di ortaggi e frutta non ci sono presenze di «composti organici volatili». Il che vuoi dire, sostengono gli esperti dell'Istituto, che i contaminanti presenti nelle falde «non si trasmettono ai prodotti coltivati» nei terreni a vocazione agricola. «Il protocollo di intesa - dice l'assessore all'Ambiente Giovanni Romano - servirà ad avviare un'indagine seria e capillare. Ci rendiamo conto delle difficoltà che vivono cittadini e agricoltori ma occorre verificare le matrici ambientali e stabilire quali parti del territorio vanno trasformate e recuperate attraverso le coltivazioni no food».

Powered by PhPeace 2.6.4