Il caso La Ue guarda un film sull'emergenza ambientale

I rifiuti in Olanda? Plastica e carta non differenziabili

Sulla Tv francese prima di «Zero Waste» di Brunetti: pescheti addosso alle ecoballe
2 ottobre 2013 - Luca Marconi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Le "balle" di rifiuti che vanno in Olanda in nave, realizzando un notevole risparmio m particolare sul trasporto su gomma della monnezza - appalto esclusivo di imprese border ¡ine si preparano allo Stir di Caivano. E contengono: carta e plastica, ma non differenziabili, perché arrivano allo Stir mescolate al rifiuto umido. E «questo bruciano gli inceneritori: il "rifiuto secco" altro non è che carta e plastica non differenziate e in Olanda, dove c'è una differenziata spinta, gli impianti non sanno cosa bruciare e noi li paghiamo per dargli combustibile», spiega il regista anacaprese (d'origini) Leilo Brunetti, «fuggito» da Napoli vent'anni fa, «convinto che niente sarebbe mai cambiato — racconta — soprattutto non si sarebbe rotto il legame tra mafia e spazzatura che stava strangolando la città». Brunetti, che ha già realizzato numerosi documentari premiati e comprati dalle tv straniere con una società romana, la bbfilm.tv, m coproduzione con Francia, Germania o Finlandia, è tornato a Napoli per filmare gli ultimi tré anni della città e raccontare il problema ambientale col candidato sindaco e poi primo cittadino de Magistris ed i comitati civici per la tutela del territorio. In prima assoluta il suo film appena montato, «Zero Waste», è andato in onda ieri sera sull'emittente franco tedesca "Arte" (Sky). Ð documentario prende il titolo dal protocollo che il giovane sindaco firmò col professor Paul Con- nett a Palazzo San Giacomo due anni fa, un patto sulla differenziata spinta sino all'obiettivo «rifiuti zero» al 2020, programma che ha per capofila la città di San Francisco. E a Palazzo San Giacomo nell'occasione il professor Connet commentò meravigliato (è il : «Sono venuto dieci volte a Napoli, ma son sempre rimasto out of the castie, è la prima volta che entro al palazzo» del Comune. Ad oggi, dice Brunetti, «non aedo che Napoli raggiungerà quell'obiettivo», anche se «qualcosa è in movimento». Il film comincia dal Golfo, dalle spiagge di Mergeffina, per tornare qui alla fine. «L'ho lasciata più di vent'anni fa—è l'incipit della voce narrante — convinto che non sarebbe mai cambiata, lei non credo se ne sarà accorta». Ed ecco il Vesuvio, poi i rifiuti, quindi i comitati che si stanno organizzando. C'è anche don Patridello, amato parroco di Caivano, e c'è Lucia De Cicco, tra i primi ad organizzare la pacifica resistenza sui terreni avvelenati. «Abbiamo iniziato questo film prima delle amministrative e questo candidato che sembrava non avere alcuna possibilità d'essere eletto prometteva di risolvere il problema ambientale e anche quelli legati alla mafia e alla spazzatura — racconta Brunetti — e di farlo senza ricorrere a discariche e inceneritori: parlava di raccolta differenziata e ha fatto sognare molte persone, tra cui me», e «Napoli, m effetti, è il più grande Comune europeo ad aver aderito al protocollo Zero Waste». Tra illusioni, delusioni e successi argomentabili, vediamo anche i rifiuti partire per l'Olanda, e prima ancora Taverna del Rè: le piramidi di balle filmate con un piccolo drone dall'alto assieme a frutteti, pescheti e grano che scorrono subito dopo le baue di immondizie. «E siamo stati alla Resit, abbiamo ripreso le coltivazioni di broccoli e pomodorini al confine con la discarica dei veleni — dice Raffaele —. Non facciamo un grande servizio ai produttori agricoli campani ma ci sembrava un dovere non censurare queste immagini». Poi «siamo riusciti con grande fatica entrare nello Stir di Caivano e qui abbiamo scoperto una cosa: ci hanno fatto credere che in Olanda mandiamo immondizia, in realtà mandiamo carta e plastica: allo Stir viene fatta una selezione meccanica per quella che chiamano "frazione secca": è carta e plastica recuperata dai rifiuti, quello è il combustibile bruciato principalmente dagli inceneritori». In una sequenza di due minuti si vedono le balle di carta e plastica raggiungere il porto. E poi, i processi di mafia. C'è un'udienza col pentito Gaetano Vassallo in collegamento video: racconta la sua discarica, autorizzata ma «non impermeabilizzata». E, una volta piena, il busi- ness è proseguito scavando «trincee» fino ai terreni, coltivati, di suo fratello. Qui, alle conciarie a nero, bastavano 500 euro per sversare un camion di veleni. «Erano terreni coltivati», dice Brunetti, che è andato a vedere, «come sono coltivati oggi». Zero Waste al 2020. Con la differenziata al 2013 al 27 per cento, il porta a porta a quota 300.000 (secondo Sodano, vice sindaco). E quindi? «Il giudizio, per forza di cose, visto che stiamo parlando di storia recente, l'ho un po' sospeso — conclude Brunetti —. Napoli probabilmente non raggiungerà i rifiuti zero nel 2020 ma ha inizia to un percorso, m Zero Waste inseguo de Magistris a lungo e a Mergellina finalmente mi da un appuntamento sotto casa sua, e qui mi spiega che, mandando le navi in Olanda, si spezza una catena malavitosa. Ma effettivamente questa rivoluzione deve partire anche dal basso, la consapevolezza delle persone conta. Alla fine del film facdo vedere un bar, "Carraturo", vicino alla stazione, che regala la posa del caffè, come fertilizzante.-.una cosa simbolica per far capire che serve una volontà.. una spinta collettiva».

Powered by PhPeace 2.6.4