Quando il ciclo dei rifiuti vale oro

Sono 240.000 i napoletani che smaltiscono con successo i propri rifiuti grazie al porta a porta
26 settembre 2013
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

In una società sempre più votata al consumo "usa e getta" era inevitabile che prima o poi si rendesse necessaria la creazione di una "coscienza ecologica di massa". Le ragioni dell'ambiente, prima considerate poco più di un argomento naive, sono oggi al centro dell'agenda politica e industriale dei principali paesi europei. Non solo perché non è più possibile girare la testa dall'altro lato e fare finta di nulla, ma anche perché riciclo e raccolta differenziata, se ben organizzati, possono dare luogo ad una fiorente attività di impresa, con un giro di denaro da milioni di euro l'anno. In altre parole, per chi sa cosa farne, la spazzatura può essere oro. E non è certo un caso che in Europa ci siano diversi paesi che ormai da tempo si sono mossi per realizzare una moderna gestione dei rifiuti. Risultato? Ora beneficiano delle ricadute economiche e raccolgono i frutti di queste scelte strategiche. Come al solito in prima linea troviamo la Germania ñ i paesi del Nord Europa. E' chiaro che in queste realtà la prima spinta al cambiamento è arrivata da una normativa efficace che ha aperto il solco entro il quale le aziende si sono poi mosse per proprio conto, comprendendo le opportunità economiche sottese alle scelte etiche. In questo modo la Germania, tanto per restare fedeli all'esempio a noi più vicino, può vantare oggi numeri da record per quel ce riguarda il conferimento dei rifiuti. Solo i) 5 per cento circa finisce in discarica, mentre le aziende locali guadagnano sul trattamento dei rifiuti che arrivano dall'estero (Italia in primis) e li tra sformano energia, ricavando ingenti quantità di denaro. Secondo Federambiente il colosso delle utility tedesche "E.On aggiorna periódicamente gli stakeholder sui progressi compiuti nel waste management, partendo dalla minimizzazionc dell'impatto generato dalle proprie scorie, per passare ai processi di gestione dei rifiuti trattati per business". Chiaramente il tema del trattamento dei rifiuti non può essere slegato da quello della differenziata, che è il punti di partenza del ciclo. Ma cos'è veramente la raccolta differenziata? Quali sono i criteri in base ai quali si devono separare i rifiuti? Domande le cui risposte possono sembrare scontate, ma che in realtà non lo sono affatto. Per quanto riguarda Napoli queste risposte non possono che arrivare dal portale web di Asia dove vengono spiegati i criteri in base al quale si realizza la differenziata. Si parte naturalmente dalle campane colorate o dai contenitori stradali per la raccolta di carta e cartoncino (bianca), vetro (verde), imballaggi in plastica e metallo (gialla), indumenti usati (grigio), pile esauste e tarmaci scaduti nei negozi e nelle farmacie e nelle parafarmacie (nell'intero territorio cittadino sono dislocati circa 5.000 contenitori). Fondamentale, ina ancora non abbastanza capillare, è poi il servizio domiciliare ("pona a porta") indirizzato alle utenze domestiche e non domestiche (famiglie e commercianti). Quali sono i quartieri nei quali questo modello di raccolta è presente oggi? Si parte dai Colli Aminei e si prosegue con Chiaiano, Rione Alto, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Centro Direzionale, Bagnoli, Scampia ñ Posillipo. In queste zone sono circa 240 mila i napoletani che difterenziano con successo i propri rifiuti con il modello di raccolta porta a porta, utilizzando ben 86 mila contenitori. La speranza è che tra non molto lo si faccia anche nel resto della città e che nascano, a livello nazionale, delle realtà imprenditoriali capaci di trasformare la spazzatura in posti di lavoro e risorse economiche.

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