Il sit-in Arriva la notizia: «Incontro al ministero» E dalle torri subito scendono tutti

Senza stipendio e senza lavoro «Ci buttiamo dall`inceneritore»

Acerra Blitz di protesta dei dipendenti dei Consorzi di bacino all'entrata del termovalorizzatore
24 settembre 2013 - Gigi Di Fiore
Fonte: Il Mattino

ACERRA Antonio sgaiattola sotto il bestione a quattro mote carico di spazzatura, che è costretto a fennarsi per non strito larlo. Sipiazza lasotto perquasi un'ora, conuncaldoopprimente, appoggiato al suo piccolo borsello verde. Al funzionario della Digos, che cerca di dissuaderlo a insistere nella protesta, risponde: «Dottò, non pensavo che a 52 anni arrivavo a questo. Lo capisco che fa il suo dovere, ma io sono esasperato. I politici devono darci un cenno, trovare tempo anche per noi». >A ðàä.45 Senza stipendio e senza lavoro «Ci buttiamo dall'inceneritore» Gigi Di Fiore INVIATO ACERRA. Antonio sgaiattola sotto il bestione a quattro ruote carico di spazzatura, che è costretto a fermarsi per non stritolarlo. Si piazza là sotto per quasi un'ora, con un caldo opprimente, appoggiato al suo piccolo borsello verde. Al funzionario della Digos, che cerca di dissuaderlo a insistere nella protesta, risponde: «Dottò, non pensavo che a 52 anni arrivavo a questo. Lo capisco che fa il suo dovere, ma io sono esasperato. I politici devono darci un cenno, trovare tempo anche per noi». Antonio Sollazzo è uno dei 50 lavoratori dei Consorzi di bacino di Napoli e Caserta, che manifestano all'ingresso del termovalorizzatore di Acerra. Sono in tutto 1198 e da un anno non ricevono neanche i soldi della cassa integrazione. Pagati dai comuni, i consorzi dovevano essere utilizzati per la raccolta dei rifiuti, facilitando la differenziata. Un fallimento, almeno in provincia di Napoli e Caserta. I comuni hanno preferito ricorrere a società private, assumendo altra gente. E i dipendenti dei consorzi, di provenienza eterogenea, sono rimasti senza lavoro e stipendio. Alle quattro del mattino, il blitz. In sette scavalcano le reti del moderno termovalorizzatore e raggiungono le torri vicino le canne fumarie. Sciolgo no il manifesto simbolo del loro gruppo di protesta, con la scritta «Dispera dos». E minacciano da lassù di lanciarsi nel vuoto, mentre i loro amici cercano di bloccare le due vie d'accesso al cancello principale del termovalorizzatore. Di proprietà della Regione, l'unico inceneritore campano è gestito da una società bresciano-milanese che gestisce gli stessi impianti in Lombardia: la A2A. Nei primi sei mesi di quest'anno, sono state trattate 314mila tonnellate di rifiuti, con una produzione di 278 gwh di energia elettrica. Una quantità in grado di soddisfare le necessità di 200mila famiglie. I camion, tutti targati Caserta, devono entrare nell'impianto. Arrivano due camionette della polizia e una dei carabinieri. In tutto, una quarantina di agenti in divisa da sommossa. Ma non c'è bisogno di manganellare, ne di caricare. Si parla, si discute, il vice questore Vincenzo Gioia, responsabile del commissariato di Acerra, tiene informati i dirigenti della Digos a Napoli. Qualche spintone e i raggruppamenti vengono sciolti senza danni. I sette restano sulle torri, mentre le ore passano. All'arrivo di altri cinque camion, all'estemo del termovalorizzatore ci sono una trentina di manifestanti. Antonio Sollazzo è tra loro, un altro si arrampica sul telone di un secondo camion minacciando di dar fuoco alla spazzatura. Ma scende do po pochi minuti. Antonio è assistito da Antonietta, che gliportal'acqua. Dicono: «Se non abbiamo risposte, ci daremo fuoco». C'è anche Salvatore Lezzi, animatore napoletano di gruppi e proteste tra disoccupatinel centro storico. È lui ad aver creato la sigla Disperados. Spiega: «I comuni hanno preferito alimentare le loro clientele politiche, con le assunzioni nelle società private. Noi siamo rimasti fuori. Nei consorzi di Avellino, Benevento e m parte Salerno si sono comportati in maniera diversa. C'è chi non riesce a pagare le tasse scolastiche dei figli». Il clima è cordiale, pochi i veri momenti di tensione. Sotto il sole, con gli agenti in divisa e i manifestanti che camminano. Dice un poliziotto: «Dovremmo acciuffare i criminali e siamo qui a fare gli assistenti sociali». La mediazione, con interventi a distanza, riesce: arriva la notizia che l'undici ottobre ci sarà un incontro al ministero dell'Ambiente a Roma, per discutere il problema dei 1198 rimasti senza lavoro. Antonio si decide a usare da sotto il camion, che può subito dopo entrare nell'area del termovalorizzatore. Scendono anche i sette che nella notte si erano arrampicati sulle torri. Saranno denunciati per occupazione di suolo privato.  

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