Terra dei fuochi interviene Alfano «Basta veleni»

Riunione del comitato nazionale per la sicurezza. «Potenziamento dei provvedimenti repressivi»
21 settembre 2013 - Marco Di Caterino
Fonte: Il Mattino

Lo scempio della Terra dei Fuochi approda al Viminale, e diventa emergenza nazionale. Dopo un'attesa durata più di due decenni. Il Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza, preseduto dal ministro degli InterniAngelino Alfano, ha esaminato e preso finalmente in considerazione il fenomeno dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici e delle centinaia di discariche illegali, dove la camorra - secondo le ultime rivelazioni del collaboratore di giustizia Cannine Schiavone - ha «tombato» migliaia di tonnellate di scorie velenose e radiottative a diretto contatto con le falde acquifere e sotto i campi ancora coltivati. Nello nota del Viminale si legge che surante il vertice «sono state preannunciate ulteriori iniziative dirette ad implementare la strategia di azione congiunta con gli enti territoriali interessati al fine di potenziare gli interventi di carattere preventivo e repressivo per il contrasto delle condotte illecite in questione». Come e quando partirá la controffensiva? Sulla nota del Viminale di questo ancora non c'è traccia, circostanza che lascia delusi i residenti tra le province di Napoli e Caserta. Ma il riflettore viene finalmente puntato con decisione sui problemi della nostra terra avvelenata. Commenti più che positivi da Andrea Orlando, ministro dell'Ambiente. «Ringrazio il ministro dell'Interno Alfano per la sollecitudine con cui, dopo la mia lettera di una settimana fa, ha voluto portare all'attenzione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica la drammatica situazione della Terra dei Fuochi. Solo attraverso un'azione congiunta ed incessante dello Stato e degli enti territoriali interessati, simili situazioni di degrado potranno essere superate Come ministero dell'Ambiente continueremo senza sosta ad operare affinchè gli abitanti di quei territori possano guardare con speranza nelle istituzioni e nel loro operato». Insomma, di fronte al nulla che ha accompagnato gli ultimi venti anni la vicenda dello smaltimento illegale delle scorie velenose, quella dei roghi tossici, l'attenzione del Viminale sul problema resta davvero un primo passo concreto. La situazione nella Terra dei Fuochi continua a rimanere drammatica. C'è da risolvere quel bubbone dei milioni di eco balle di Taverna del Rè a Giuglia- no, che una sentenza della Cassazione ha ritenuto inidonee ad essere smaltite in un termovalorizzatore, per il quale però è già partita la procedura per la sua realizzazione; c'è la vicenda dei campi e dei pozzi avvelenati nelle campagne tra Caivano, Marcianise, Acerra e altri comuni casertani, territorio ad alta vocazione agro alimentare, che rischia di scomparire con la perdita di migliaia di posti dilavoro; c'èda verificare la veridicità delle dichiarazioni del pentito Schiavone. Quella che invece non manca mai è la polemica. L'ultima in ordine di tempo è del sindaco di Napoli, che ribadisce il no a discariche e inceneritori. «È una battaglia che va vinta come ne sono state vinte altre - dichiara Luigi de Magistris - ma è ancora lunga. Napoli e Caserta con le loro province devono pretendere insieme dal Governo i soldi per bonificare ciò che camorristi, imprenditori sen za scrupoli hanno fatto, massacrando il nostro territorio». Poi la stoccata con il fermo no della sua amministrazione a discariche e inceneritori a Napoli e provincia. «Mi indigno - ha concluso - quando ancora oggi dalle istituzioni mi viene proposto di realizzare discariche e inceneritori nell'area metropolitana di Napoli. Da sindaco, continuerò a urlare la pretesa al Governo perifondi, chenonsono tantissimi, necessari per labonifica». 

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