Scontro tra Comune e Provincia sui fondi alla Sapna, che ha autonomia per due settimane. Poi sarà di nuovo crisi

Rifiuti, le navi non partono: prime code agli stir stop alle navi per l`Olanda Il ministro: "Le ecoballe vanno smaltite a Giugliano"

E sui fondi alla Sapna è scontro tra Comune e Provincia
Ferma da una settimana anche una linea dell'Inceneritore di Acerra per manutenzione. Domani il prefetto incontra De Magistris, Pentangelo e Caldoro
12 settembre 2013 - Alessio Gemma
Fonte: Repubblica Napoli

FERMI i bastimenti con i rifiuti napoletani. A settembre le navi per l'Olanda non partiranno. La Sapna, società di smaltimento della Provincia.nonhaisoldiperpagare i viaggi. Circa 6 mua tonnellate di immondizia marciranno negli impianti fino a saturarli. A quel punto ritorneranno i cumuli in strada. Avanza la tempesta perfetta: blocco di 3 stir e 7 discariche tra 2 set timane a causa dei mancati finanziamenti alla Sapna, ferma una linea dell'inceneritore di Acerra già da una settimana per normale manutenzione.
DOVE finiranno le 2400 tonnellate che la partecipata della Provincia ingoia ogni giorno? Nelle ultime ore si sono formate le prime code di camion fuori agli stir di Giugliano e Caivano: il primo serve i Comuni dell'area nord, al secondo conferisce soprattutto la città di Napoli. Sul tavolo dell'amministratore della Sapna, Enrico Angelone, c'è una relazione dei tecnici degli impianti: «Ci restano solo 2 settimane di autonomia». Domani il prefetto incontrerà il sindaco de Magistris e i presidenti di Provincia e Regione, Antonio Pentangelo e Stefano Caldo ro. Tutti intomo al tavolo per scongiurare un 'altra emergenza. C ' è un rebus da risolvere: quello delle risorse. Chi paga la Sapna che gestisce lo smaltimento per 92 Comuni? L'azienda ha 55 milioni di pagamenti arretrati da gennaio con i fornitori: dai trasportatori ai manutentori. Palazzo Matteotti non finanzia più la sua partecipata dainizio 2013. Perché la nuova tassa sui rifiuti, la Tares, spetta interamente ai Comuni: mentre l'imposta precedente, la Tarsu, aveva una quota destinata allo smaltimento che entrava nelle casse della Provincia e il resto andava ai Comuni per sostenere la raccolta. Fatta l'imposta, trovata la schizofrenia: da un lato lo smaltimento resta a carico della Provincia fino alla fine dell'anno, ma i soldi per questo servizio dal 2013 ce li hanno i Comuni che ancora devono riscuotere la Tares. Non lo faranno prima di ottobre. Il primo effetto si è abbattuto sulle navi: ne partono solitamente due al mese, con 3 mila tonnellate ciascuna, per una spesa di 300 mila euro a carico. Zero risorse, niente navi a settembre. «Non finanziamo più lo smaltimento deirifiuti—dichiara il presidente della Provincia Pentangelo — visto che non riceviamo più alcun fondo da una tassa che non esiste più. Devono farlo i Comuni. So bene che le amministrazioni locali questi soldi nonlihanno ancora nelle loro casse, ma credo sia inevitabile ora un intervento del governo e della Regione a sostegno delle am ministrazioni locali. De Magistris si preoccupi del presente e non di una sua ipotetica guida della città metropolitana». Alla stoccata di piazza Matteotti replicailvicesindaco Sodano: «Fino a dicembre lo smaltimento resta di competenza della Provincia. Siamo pronti a collaborare in questa fase di transizione, ma ci preoccupa che solo nelle ultime ore sia stato formalizzato dalla Sapna il rischio di una nuova crisi dei rifiuti a causa di carenze finanziarie. Eppure la Provincia sapeva che in questi giorni si spegneva per manutenzione una linea del termovalorizzatore di Acerra. Il sindaco pensa giustamente all'area metropolitana perché da gennaio si realizza la cosiddetta sprovincializzazione del ciclo dei rifiuti con nuove funzioni e ambiti di intervento p er i Comuni». La proposta di legge regionale raggnipperebbe i municipi in ambiti territoriali (Ato). E Sodano non si nasconde: «Noi potremmo gestire direttamente lo stir di Caivano». Ma per Pentangelo «gli impianti servono tutti i Comuni della Provincia, non solo il capoluogo». Scintille. «I Comuni della provincia — sbotta il manager di una municipalizzata dell'hinterland al 65 per cento di differenziata — non sono il cortile di casa della città di Napoli. Prima si sono scaricati su di noi i costi di smaltimento gonfiati dal fallimento della raccolta differenziata di Napoli, ora l'amministrazione de Magistris vuole pure gestire in esclusiva uno stir causando cosi disagi a noi Comuni virtuosi nella differenziata». Con gli impianti di compostaggio ancora da costruire e una differenziata al 27 per cento, a Napoli il vicesindaco Sodano ripete; «Restiamo contrari all'incenerimento. Inimmaginabile poi avere due impianti a distanza di 20 km».

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