Ancora due settimane, poi due stir, sette discariche e le navi per l'Olanda avranno lo stop

La Sapna è senza soldi due stir e 7 discariche rischiano la chiusura

Torna l`incubo dei rifiuti la Sapna non ha più soldi
Pagamenti arretrtati per 55 milioni. Sos a prefetto, sindaco e Provincia. Stop anche alle navi.
11 settembre 2013 - Alessio Gemma
Fonte: epubblica Napoli
«ABBIAMO 15 giorni di sopravvivenza. Poi saremo costretti a bloccare tutte le attività». Firmato: Enrico Angelone, amministratore della Sapna, società della Provincia che gestisce lo smaltimento dei rifiuti per 92 Comuni. L'allarme si traduce nel blocco dei 2 stir diTufino e Giugliano, nella chiusura delle 7 discariche del napoletano e nello stop alle navi che partono per l'Olanda con l'immondizia di Napoli. La Sapna ingoia ogni giorno 2400 tonnellate di spazzatura. All'azienda servono soldi. Subito. Da gennaio non percepisce finanziamenti dapiazzaMatteottiehapagamenti arretrati per 55 milioni con centinaia di ditte.
IL CONTO alla rovescia è iniziato. «Abbiamo 15 giorni di sopravvivenza. Poi saremo costretti a bloccare tutte le attività». Firmato: Enrico Angelone, amministratore della Sapna, società della Provincia che gestisce lo smaltimento dei rifiuti per 92 Comuni. L'allarme si traduce nel blocco dei 2 stir di Tuflno e Giugliano, nella chiusura delle 7 discariche del napoletano e nello stop alle navi che partono per l'Olanda con l'immondizia anche della città di Napoli. Perché la Sapna ingoia ogni giorno 2400 tonnella te di spazzatura. Che fine faranno? All'azienda servono soldi. Subito. Da gennaio non percepisce finanziamenti da piazza Matteotti e ha pagamenti arretrati per 55 milioni con centinaia di ditte: trasportatori, manutentori, servizi di pulizia e vigilanza. Venerdì scorso Angelone ha scritto al prefetto, ai presidenti di Provincia e Regione, al sindaco di Napoli. E anche alla Procura della Repubblica: «A causa della mancanza di liquidità- scrivel'amministratore-corriamo il rischio di interrompere i servizi». Dietro la penuria delle ri sorse c'è un inghippo normativo: il passaggio della tassa sulla immondizia da Tarsu a Tares. Già, perché nella vecchia Tarsu una parte del gettito era destinato allo smaltimento e spettava di diritto alla Provincia che copriva cosi i costi della Sapna; mentre i Comuni incassavano la restante quota necessaria per la raccolta. Ora invece la Tares andrà tutta nelle casse dei Comuni, per cui nel 2013 la Provincia non può farsi carico delle esigenze della sua società per l'ambiente. Aciò si aggiunge che la Sapna si occuperà del ciclo fino a fine anno, poi interverrà un nuovo assetto che tende allo "sprovincializzazione" dei rifiuti. Tant'è che la proposta di legge regionale prevede la divisione del territorio in ambiti territoriali (Ato), formati da Comuni che dovranno organizzarsi per far funzionare anche gli impianti. «La questione è delicata- dichiaraAngelone - Non si sa se ci deve pagare la Provincia o i Comuni. Devo mandare le fatture alla Provincia che a sua volta le gira ai Comuni? O piazza Matteotti anticipale somme dovute? Il fatto è che noi non siamo una società dei Comuni ma della Provincia». Due sere fa è saltato un vertice a Palazzo Matteotti con i tecnicidella Sapna. Assente Angelone. «C'è incertezza legislativa - spiega l'assessore a] Bilancio MarilenaNasti-Abbiamo inoltrato due richieste al ministero dell'Economia, per capire come regolarci, ma non abbiamo avuto risposta. La responsabilità è dei Comuni, non possiamo finanziare più la Sapna.Abbiamo detto all'azienda che deve riscuotere i soldi dai municipi. La prossima settimana ci sarà un'assemblea della società». Ma dall'hinterland monta la protesta. Attacca Pasquale Tignola, assessore all'Ambiente del Comune di Casoria: «La nostra città ha potenziato la differenziata raggiungendo il 65% e ora rischia di finire nell'emergenza perresponsabilità di altri comuni. Come Napoli che ancora deve definire la questione degli impianti. Assurdo». Non ci sta l'assessore all'Ambiente del Comune diAfragola, Salvatore lavarono: «La situazione è kafkiana. Quando il sistema di smaltimento evitala saturazione dei siti, ci si inventa un sapiente groviglio di leggi contraddittorie per provocare la crisi finanziaria e il blocco degli impianti. Si vanificano gli sforziper la differenziata e silasciano i Comuni col cerino in mano. Ancora una volta i rifiuti e i cittadini sono gli ostaggi».
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