Domani la manifestazione di piazza, ottimismo dopo il sostegno di De Luca I sacerdoti: una lettera per Napolitano

A Giugliano fronte più compatto «Non saremo più pattumiera»

Su Facebook gli organizzatori del corteo: gruppo di esperti per valutare la soluzione più adatta
Lo scrittore Erri De Luca ha annunciato il proprio sostegno anche ad «azioni di lotta estreme»
10 settembre 2013 - Tonia Limatola
Fonte: Il Mattino

GIUGUANO. «Inceneritore? Noi lo blocchiamo». Nella terra dei fuochi, la protesta cresce e si sposta dalla rete alle piazze. Puntano a riscattare un passato da popolo poco reattivo gli abitanti del Giuglianese che domani sera si incontrano in piazza Matteotti, a Giugliano, per discutere dell'organizzazione della lotta all'impianto, che dovrebbe smaltire sei milioni di ecoballe accatastate da anni a Taverna del re. Erano stati definiti così dall'allora commissario Catenacci a causa della scarsa capacità dimostrata di opporsi alle discariche, diventate troppe tra la fine degli anni Ottanta e oggi e parte integrante di una triste cartolina di degrado. All'epoca, ai blocchi solo poche decine di persone. Ora d si compatta, c'è chi sussurra anche della presenza di gruppi estremisti. Certo è che la mobilitazione registra un cambiamento rispetto agli anni scorsi e, cioè, una partecipazione più decisa, anche da parte dei comuni del circondario. L'arrivo di Erri De Luca a Mugnano ha contribuito ad accendere i riflettori nazionali. Prima che si concretizzasse col bando regionale pubblicato il mese scorso, infatti, l'inceneritore era un'ipotesi che saltava fuori periódicamente, da metà degli anni Novanta. Un numero la dice lunga sulla preoccupazione dell'impatto sulla salute. «Tra giugno e luglio a Giu gliano sono morte 147 persone, con un'etàmediadi50anni, enei 90 per cento dei casi si trattava di malatipertumore - ha detto ieri dall'altare don Tommaso D'Ausilio, parroco di San Pio X - In questa atta si muore di fame e malattie da inquinamento nell'indifferenza generale». La presenza di 42 siti di sversamento concentratiin 15 chilometri quadrati, infatti, non ha certo aiutato l'economia, nonostante un patrimonio naturalistico di grande bellezza, tramare, spiagge, laghi e pinete. La chiesa ha deciso di scendere in campo e, sulla falsariga della lettera di Natale contro la camorra, i preti di Giugliano stanno preparando un altro documento. Ð destinatario è il presidente Giorgio Napolitano. «Abbiamo intenzione di fare leva sul senso di responsabilità delle istituzioni nei confronti di un territorio martoriato. Le ragioni dell'Ue non devono essere più forti della ragionevolezza: realizzare l'impianto trasformerà definitivamente questa terra in una pattumiera», dicono in città. Intanto, l'obiettivo dell'incontro di domani, alle 18, in piazza Matteotti, è quello di istituire un comitato indipendente che, scrivono gli organizzatori su Facebook, «valuti la migliore soluzione per le balle di rifiuti depositate in tutta la Campania». In pratica, si tenta di arrivare a una soluzione alternativa all'inceneritore a Giugliano. La chiede anche il presidente della commissione regionale ecomafie, Antonio Amato. «Non si cono scono ancora û reale dimensionamento dell'impianto,mentre i dati già in possesso del ministero della Salute indicano con chiarezza che bisogna applicare il principio di precauzione», scrive Amato. Aperti al confronto dalla maggioranza. «Si ragioni senza demagogia e populismo», invita U consigliere regionale Giuseppe Maisto. Crede molto nella forza della rete il deputato Salvatore Micfflo, M5S, che dalla sua pagina di Fb invita i cittadini a partecipare all'incontro di domani. Arrivano anche contributi dagli ambientalisti che suggeriscono la via del "biodistretto" per sconfiggere l'inceneritore. Insomma, il dibattito resta aperto.

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