Le rivelazioni di Schiavone

Ripartono le indagini sulla cava di Quarto

28 agosto 2013 - Nello Mazzone
Fonte: Il Mattino

QUARTO. Le rivelazioni di Carmine Schiavone, collaboratore di giustizia ed ex boss dei Gasatesi che in una intervista a Skytg24 ha parlato dei rifiuti «scaricati da camion e gettati nei campi e nelle cave di sabbia, con rifiuti chimici, termonucleari, industriali» seppelliti anche nella zona flegrea, hanno dato nuovo impulso all'inchiesta di carabinieri, guardia di finanza e forestale sulla cava Imec, alla periferia di Quarto. Un invaso da 450mila metri cubi in via Spinelli, sequestrata a gennaio scorso con 6 persone indagate per violazione di sigilli, attività non autorizzata di gestione rifiuti e scarico abusivo di acque reflue industriali. Oltre alla immissione illegale in atmosfera di scarichi derivanti dalla frantumazione di rifiuti per produrre sabbia. Secondo le accuse una bomba ecologica contracce di eternit, metalli e sabbia contaminata, sullo sfondo di una trattativa condotta tra i Polverino e i Casalesi. Un'inchiesta su cui si allunga l'ombra della camorra: ora la competenza passerà alla Dda di Napoli, mentre sono in corso accertamenti del Noe e dell'Arpac anche sulle falde acquifere. La prossima settimana, invece, riunione operativa al Comune di Quarto, con i tecnici dell'ufficio ambiente per stilare una relazione dettagliata. Già nel 2006 il Noe sequestrò l'invaso, in una inchiesta sul traffico organizzato di rifiuti speciali provenienti dal Nord Ifalia. Ma per i carabinieri della tenenza di Quarto, avrebbe continuato a ingoiare materiali di ogni sorta. Sigilli che sarebbero stati violati almeno quattro volte. Per monitorare la cava, tra i vari invasi usati come set cinematografico perii film «Gomorra», gli inquirenti hanno utilizzato anche le mappe satellitari di Google. Confrontando quelle foto scattate dal satellite con quelle attuali, è emerso che il livello sarebbe salito di quasi 10 metri in 6 anni. Quasi 44mila metri quadri in più di rifiuti. I titolari della Imec, attraverso i loro legali, hanno sempre respinto ogni accusa e sottolineato di «aver sempre rispettato pienamente la legge» ribadendo la correttezza del loro operato. Ma il sospetto, tutto da provare, è forte: in quel terreno destinato a diventare sabbione per l'edilizia, sarebbe stato seppellito di tutto.

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