Rifiuti tossici Aumentano gli appelli a Schiavone: ora dica dove sono sepolti

26 agosto 2013
Fonte: Giornale di Napoli

«Le parole di Schiavone non sono altro che la conferma, ad oltre 20 anni di storia, della Cernobyl campana. Ci domandiamo quante altre bombe inquinanti sono nascoste, coperte da vegetazione o da campi coltivati nelle terre di Gomorra?». Se lo chiede Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania commentando le rivelazioni del boss pentito Cannine Schiavone sui rifiuti tossici sversati sul litorale domizio e a Pozzuoli. «Da anni aggiunge Buonomo - si aspetta un serio ed efficiente piano di bonifica per disinquinare un territorio e una regione che per decenni è stata appestata da trafficanti di rifiuti e awelenata da un rete criminale trasversale. Ma la realtà conclude - è diversa: le bombe tossiche aumentano, la bonifica va a passo di lumaca e la salute dei cittadini è sempre più a rischio». «Nel traffico dei veleni erano coinvolte ditte di Santa Croce sull'Arno, Milano, Verona, e aziende austriache» ha detto Cannine Schiavone. «Mi sono ravveduto quando ho visto che avvelenavamo la terra» ha concluso. Adesso, ha detto don Maurizio Patriciello l'ex boss dica quali sono quelle aree. Un appelo al quale si è unito anche il rappresentante regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli: «Ora si deve pentire nel dettaglio e le forze dell' ordine devono dimostrare che non sono colluse e devono obbligarlo a parlare per far sapere alle autorità dove sono sepolti i rifiuti tossici. Non si può denunciare un simile olocausto e poi far finta di niente mentre la gente muore».

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