Bonifica Bagnoli, scandalo senza fine «Persi 2000 giorni e 65 milioni»

Interrogazione al premier sugli sprechi. Paolucci: è il gioca dell'oca. Il dietrofront di Piombino e l'appalto annullato
20 luglio 2013 - Gianluca Abate
Fonte: Coriere del Mezzogiorno

NAPOLI - Duemila giorni sprecati. Sessantacinque milioni e seicentomila euro di finanziamenti perduti. Un accordo di programma saltato. E, soprattutto, zero bonifica. Sono i numeri dello scandalo senza fine di Bagnoli. Un caso che, adesso, arriva dritto sul tavolo del presidente del Consiglio Enrico Letta, con un’«interrogazione a risposta scritta» presentata dal deputato del Pd Massimo Paolucci e indirizzata anche ai ministri di Ambiente, Sviluppo economico, Infrastrutture e Istruzione. Parte da lontano, l’interrogazione. Ricostruisce tutti i passaggi della (mai avvenuta) bonifica, dall’intesa tra l’allora sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio per la bonifica dei fondali (marzo 2007) all’accordo con il Comune di Piombino per trasferire la colmata (dicembre 2007), alla progettazione affidata al Provveditorato per le opere pubbliche (2008), al progetto preliminare (2009), al bando di gara per la bonifica dei fondali (2010), alla revoca dei finanziamenti (2012). Sono 65,6 in tutto i milioni di euro persi. Cinquanta «sono stati revocati dal ministro dell’Economia, dopo che una sua lettera al Ministero dell’Ambiente in cui si chiedeva conto del finanziamento in questione è rimasta senza risposta». Altri 15,6 stanziati con i fondi Por «sono stati revocati perché non impegnati». Restano i 50 milioni del ministero dell’Ambiente, ma ad oggi sono tenuti in cassaforte: «Quei fondi — spiega Paolucci — dopo lo scioglimento del commissariato delle bonifiche sono stati trasferiti al Comune di Napoli, che li custodisce». Piombino, nel frattempo, «ha revocato la sua disponibilità ad accogliere il materiale proveniente dalla pulizia dei fondali, facendo venire meno uno dei presupposti della gara». E così l’appalto che 2012 era stato affidato alla «Mantovani» viene sospeso. Un danno. E una beffa. Ché — comunque vada a finire la storia della gara — i tecnici che hanno redatto i progetti dovranno essere pagati lo stesso. Il risultato — mentre le associazioni ambientaliste (tra cui l’Arci Pesca con Aldo Amoretti) annunciano una segnalazione alla Corte dei Conti su questa vicenda e gli imprenditori si dicono «pronti a un ricorso» — è che Bagnoli torna all’anno zero. «È necessaria una convocazione urgente in commissione Ambiente», dice Massimiliano Manfredi, Pd. E il suo collega di partito Leonardo Impegno chiede un «tavolo nazionale per far ripartire la bonifica». Massimo Paolucci — il deputato che ha presentato l’interrogazione, commissario vicario all’emergenza rifiuti tra il 2001 e il 2003, oggi componente della commissione Trasporti della Camera — parla invece di «gioco dell’oca». E spiega: «Siamo tornati al punto di partenza. È come se fossimo ancora nel 2007: niente bonifica, niente finanziamenti, nessun posto dove inviare il materiale della colmata». Piccola notazione: Paolucci «interroga per sapere se corrisponde al vero che una tranche del finanziamento sia stata cancellata e che Piombino abbia revocato la sua disponibilità». Eppure lo stesso parlamentare dice che questi sono «fatti certi». Perché dunque quella domanda? «Ho fatto ricerche in mille uffici. E, ad oggi, non ho trovato lo straccio di un documento ufficiale che l’attesti».


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