Impianto anaerobico via al bando

Rifiuti, via al bando «Ora poteri speciali»

Domani l'ok di Asìa alla gara per l'impianto anaerobico
7 luglio 2013 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

«Domani il cda di Asia autorizzerà la pubblicazione del bando per il primo digestore anaerobico di Napoli. Siamo alla svolta sul tema rifiuti». Tommaso Sodano, vicesindaco con delega all'Ambiente, sembra abbastanza soddisfatto. Il primo passo verso l'autonomia su di un tema sensibile. La giunta si gioca molto della sua credibilità sul tema dei rifiuti. «Un iter durato un anno - sottolinea Sodano - tempi che speriamo di accorciare per i prossimi impiantì. Lungaggini che testimoniano della difficoltà nell'affrontare queste tematiche dove scontiamo ritardi antichi». Il digestore sorgerà nell'area nord della città: «Abbiamo condiviso la scelta con le associazioni e i cittadini - continua Sodano Tratterà 30mila tonnellate all'anno. Il nostro è un project financing, quindi saranno i privati a mettere i soldi. Lo avranno in affidamento per un certo numero di anni. Il criterio che adotteremo nella scelta è semplice: migliore tecnologia e miglior prezzo. A parità di tecnologia vince chi il miglior prezzo», spie ga il vicesindaco. Due conti per capire di cosa stiamo parlando. Il digestore costa intorno ai 20 milioni. È detto anaerobico perché tratta l'umido senza ossigeno, nella sostanza non genera cattivo odore e non è impattante sulla popolazione. In questo tipo di impianti ci va tutto quello che è organico. Quanto ai prezzi, Napoli paga per ogni tonnellata di umido da trattare 140-150 euro a tonnellate. Il privato che vincerà la gara lo avrà in affidamento per un numero di anni tale da «spalmare» l'investimento. Il miglior prezzo per il Comune dovrebbe aggirarsi sugli 80-90 euro atonnellata. Quando il privato avrà recuperato l'investimento iniziale una decina di anni - si scende a 50-60 euro. Non è finita qui. Il piano rifiuti di Palazzo San Giacomo prevede altro. «A Napoli servono 4 impianti, non l'inceneritore, ne servono tre per l'umido e un separatore di secco dall'umido, sempre trattamenti a freddo dove non c'è cattivo odore. Non siamo all'anno zero. U primo impianto per l'umido, il digestore anaerobico è in rampa di lancio. Di digestori ne servono altri due: uno nella zona occidentale e la localizzazione la stiamo discutendo con la Municipalità. Un altro a Napoli est, dove vogliamo fare il distretto ecologico e dove intendiamo collocare anche il separatore». La tempistica è il nemico più insidioso, atteso che la Regione ha dato il vialibera all'autonomia dei Comuni sui rifiuti e il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando è molto possibilista nel convincere la Uè cheNapolipuò avere il suo ciclo rifiuti anche senza termovalorizzatore. «Al ministro - racconta ancora il vicesindaco - entro fine mese, presenteremo il piano completo. E sui tempi credo che ci saranno poteri speciali assegnati al Comune, al sindaco Luigi de Magistris per accordare gli snodi burocratici. Non un commissariamento ma poteri speciali sì». Sodano poi conclude: «Per gli impiantì ci serve la restituzione dell'area bloccata in un accordo di programma con il governo del2010. Con Orlando bisogna riscrivere l'accordo per la restituzione del sito, quello dell'area est. I quattro impiantiin to tale costeranno molto meno di quanto costa un termovalorizzatore». L'inceneritore vale 400 milioni il piano del Comune dovrebbe attestarsi sui 130-150.

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