ANCHE I COMPORTAMENTI DELLA SOCIETÀ BENE NON SONO CIVILI

Vomero, parlare di raccolta differenziata è come discutere del sesso degli angeli

27 giugno 2013 - Ugo Piscopo
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

C'era una volta. Ossia, c'erano tre Giganti, racconta Granisci in una sua lettera amara dal carcere riferendosi a una fiaba popolare russa. Erano delle montagne. Dopo trecento anni, disse la prima: «Chi è che parla?». Dopo altri trecento anni, disse la seconda: «Chi è che ha parlato?». Dopo altri trecento anni, disse la terza: «Se non la smettete di fare chiasso, mi alzo e me ne vado». Me ne sono ricordato appena è scoppiato l'ennesimo scandalo della monnezza a Napoli. I giornali e gli altri media, subito, tutti d'accordo, individuavano i responsabili nelle amministrazioni (ordinarie, straordinarie, commissariali). Ne parlavano, infatti, come di entità uniche e sole che in tutto questo tempo non si erano smosse di tanto. Se ne erano state nella più selenitica solitudine senza concludere nulla. Se non fare aggravare i problemi. Poi, piano piano il discorso è diventato meno tabulatorio, cioè più concreto. E si è preso a parlare anche dei traffici in nero e della mala industria che la gestisce. Dei rifiuti di ospedali e di tanta altra robaccia inquinata e inquinante. Ma anche questo orizzonte di attenzione è parziale e fazioso, se non include i comportamenti della società civile a Napoli, dei suoi comportamenti che civili non si possono definire e del brodo di coltura in cui si sviluppano i germi dell'inciviltà e dell'irresponsabilità. Su questo terreno, ci sarebbe tanto da dire. Ci vorrebbe Sherahzade, come quella delle Miiìe e una notte. Io mi riferisco ad alcuni fatterelli minimi, ma significativi. Mia moglie, che non si lascia sfuggire niente, ha notato che di notte dei furgoncini si fermano giù di fronte a noi e sversano strani rifiuti nei contenitori. Me ne informa e io informo i carabinieri di Piazza Quattro Giornate. In caserma, mi dicono che di notte faranno affacciare la gazzella più di una volta dalle nostre parti. Ma questi furgoncini mica si mettono ad aspettare l'arrivo della gazzella dei carabinieri per sversare e farsi cogliere sul fatto? Al piano terra di via Caldieri, dove io abito, ci sono negozi, rosticcerie, bar. Ogni giorno si producono molti vuoti, spesso in plastica. Li ammucchiano sul marciapiede antistante e la sera puntualmente, tranquillamente li vanno a buttare nei cassonetti dell'indifferenziata, nel l'indifferenza generale, di chi vede e sa, di chi vede e non sa niente (la maggioranza), e di chi pensa ai fatti solo di casa sua. Si dirà che a Napoli questa è la cultura dei negozianti. Io non credo, perché gli istruiti, quelli della società bene non sono affatto migliori. Nel mio isolato, dove abita tutta gente per la quale, che succede con i due contenitori della carta? Cose da non potersi credere. Piatti di plastica, dove hanno mangiato dei micini randagi nel vialetto, sono raccolti e infilati nei bidoni della carta. Símilmente in questi stessi bidoni finiscono rifiuti di plastica e vuoti di vetro, di cui le gentili signore e i signori sentono di doversi distare prima di uscire dal cancelletto sulla strada, dove devono recitare la parte di Signore e Signori. Arrivare fino ai contenitori specifici non sarebbe consono con il loro status sociale. Ho poi il mio studio a cento metri da casa in un condominio ancora più distinto. Qui da tré settimane non vengono a ritirare la carta. Abbiamo una decina di contenitori nel cortile, che di solito già al terzo giorno dopo il ritiro si riempiono. Nel parco degli addottorati, la produzione dei rifiuti di carta è inarrestabile. Adesso, dopo tré settimane, non solo i contenitori sono pieni zeppi, ma sopra e tutt'intomo a pile, per pacchi plastificati, si innalzano rifiuti, con dentro non solo carta. Sarebbe così semplice, di fronte alla difficoltà, tenersi in casa la carta per portarla giù, quando i contenitori lo consentono. Invece, di essa bisogna disfarsi subito, quasi che tenersi qualche pacco di carta non più servibile sia un disonore per codeste dorate magioni. Se questo avviene per aspetti minimali, che dire del resto? Parlare di «differenziata» a Napoli non significa discutere del sesso degli angeli?

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