Nel Paese della Lucchesia niente plastica, tutto biodegradabile. Un modello studiato nel mondo intero

La giornata a «rifiuti zero» di Capannori

Pannolini lavabili e detersivi dal distributore La rivoluzione di un Comune modello
23 giugno 2013 - Francesco Battistini
Fonte: Corriere della Sera
CAPANNORJ (Lucca) — Fattì mandare dalla mamma a prendere il latte e portati tu la bottìglia di vetro: lo distribuiscono al supermercatino «Effecorta» (allude?), arriva direttamente dagli allevatori, più fresco e meno caro. E se poi mamma deve lavare più bianco che più bianco non si può, fatti mandare a uno dei 15 dispenser pubblici: qui il detersivo ecologico si piglia così, in un contenitore d'acciaio, più economico per chi compra e senza tasse comunali per chi vende. Pure i pannolini, meglio quelli rimborsati dal municipio: lavabili e riutilizzabili. O le gomme da masticare: perché non le biodegradabili al 100%, distribuite dal sindaco nei bar? Anche l'acqua delle mense scolastiche: viva quella del rubinetto, ottima, e basta con tutte quelle inutili bottigliette di plastica che fanno dell'Italia il terzo consumatore mondiale di minerale... Da queste parti, perfino le multinazionali del caffè si sono dovute adattare alle regole: poiché la cialda dell'espresso è il rifiuto più difficile da smaltire, su richiesta della giunta si stanno studiando apposta capsule speciali, riciclabili. Capannori, primo Comune derifiutizzato. Non sta in un remoto fiordo scandinavo, l'unico municipio d'Europa che si sia dato l'obbiettivo di produrre zero rifiuti entro il 2020, e che ci stia riuscendo: è questa cittadina alle porte di Lucca, felice d'essere al verde (nel senso dell'ambiente) e d'avere rimesso a po sto le finanze proprio con la raccolta differenziata. Un modello studiato in tutto il mondo e che l'altro giorno ha stupito anche Le Monde: «Si fatica a credere — ha scritto il quotidiano parigino — che sia l'Italia, quella di Napoli e dell'emergenza rifiuti infiltrata dalla camorra, a indicare la strada per la gestione dell'immondizia». «Quando siamo partiti nel 2004 ci prendevano per pazzi, pensavano avremmo fatto un buco di bilancio — racconta il sindaco Giorgio Del Ghingaro, centrosinistra —. Oggi invece abbiamo le bollette più basse della Toscana, il presidente della Toscana e il vicesindaco di Napoli sono venuti a capire, ci chiamano a illustrare Rifiuti Zero anche in Germania e al Parlamento europeo. Certo, la sordità delle nostre istituzioni centrali, pure del mio Pd, continua: non abbiamo ricevuto una sola parola di riconoscimento...». Rifiuti Zero, strategia ideata negli Anni 80 dal chimico californiano Paul Connett, applicata da Los Angeles alla Nuova Zelanda, oggi imitata anche in altre 125 località italiane, da Aosta a Olbia, significa raggiungere il riciclo totale degli scarti, senza inceneritori ne discariche. Capannori s'avvia ormai all'85% del riciclo. Sostituendo i cassonetti con la raccolta porta a porta. Arrivando a un solo camion al giorno di rifiuti da smaltire, su 46mila abitanti. Introducendo un punteggio, con detassazioni e simbolici premi, per chi differenzia e pesa con più cura nelle «isole ecologiche». Assumendo 50 netturbini pagati grazie all'eliminazione degli sprechi e alla vendita della carta riciclata, dell'umido usato come fertilizzante, della plastica utile ai produttori di mobili. Facendo infine partire una proposta d'iniziativa popolare, 5omila firme per una legge sui Rifiuti Zero, che recuperi l'8o% dei rifiuti ita liani destinati a discariche e inceneritori, salvando l'ambiente e producendo ricchezza. Spiega Possano Ercolini, anima del progetto, appena insignito del Goldman Prize (un po' il Nobel dell'ecologia): «Ð cassonetto è una miniera urbana di cartone, rame, materiali costosi: mandare all'estero o incenerire questo tesoro è, oltre che dannoso, un controsenso economico». Maestro elementare, negli anni '90 Ercolini guidò la protesta contro l'inceneritore e fu il primo a invitare Connett: «Legambiente, la sinistra, stavano tutti col partito degl'inceneritori. Lui venne e ci fece intuire che si poteva progettare un altro sviluppo. Rifiuti Zero non è un grande no: propone alternative che includano, perché la lotta ai rifiuti la si vince tutti». Nel Paese che ridda solo i politici, però, Capannori sembra l'iperuranio... «All'inizio, la gente protestava anche qui. Buttavano in Comune i sacchetti e dicevano: toh, adesso smaltite voi... Poi hanno capito». E oggi? «Guai a chi ferma il progetto». L'ultimo sondaggio dice che Rifiuti Zero piace al 99% degli abitanti: percentuale bulgara, contro la dittatura della spazzatura.
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