Differenziata raddoppiata ma traguardo ancora lontano

Picchi del 70% negli 8 quartieri raggiunti dal «porta a porta»
19 giugno 2013 - Livio Coppola
Fonte: Il Mattino
La differenziata a Napoli Il porta a porta fa davvero la differenza. Sono otto i quartieri di Napoli dove oggi la raccolta differenziata raggiunge picchi di eccellenza, facendo impennare il dato cittadino complessivo fino al 27% registrato e dichiarato dal Comune rispetto al 2012. La chiave sta nell'attivazione o meno nelle diverse zone dei cosiddetti «servizi domiciliari di raccolta», indirizzati sia alle utenze domestiche sia a quelle non domestiche (dunque famiglie e commercianti) e oggi capaci di coinvolgere circa 300mila napoletani. Con l'obiettivo di arrivare a 500mila entro la fine dell'anno.
In questi giorni si riscontra una prolungata polemica tra Regione e Comune circa le scelte sugli impianti di smaltimento rifiuti da attivare in città (sì o no al termovalorizzatore, reperimento risorse per impianti di compostaggio), polemica che ha toccato anche il fronte della differenziata, su cui Palazzo Santa Lucia ha invitato l'amministrazione comunale a rafforzare le percentuali di frazionamento dei rifiuti, utilizzando al più presto gli 8 milioni di euro stanziati da Regione e governo. Di riflesso il Comune ha risposto immediatamente, precisando che il bando per l'uso dei fondi sono già in essere e che, al contempo, sono già stabiliti i nuovi quartieri dove il Porta a Porta prenderà piede. Ad oggi, pur essendo il quadro in rapido mutamento, è possibile tracciare una geografia della differenziata a Napoli, attraverso l'evoluzione delle percentuali e, soprattutto, la cronologia delle piattaforme e dei servizi recentemente attivati. Partiamo dall'avvento dell'era De Magistris: a giugno del 2011 si registrava nel capoluogo una percentuale di raccolta differenziata pari al 14%. Cifra bassa e in gran parte alimentata dai tré quartieri dove risultava già implementato il porta a porta, cioè Colli Aminei, Bagnoli e Ponticelli, che grazie alla connotazione «domiciliare» del servizio, ben più efficace delle semplici campane e contenitori stradali, nei periodi non emergenziali hanno sempre raggiunto picchi medi del 70%. Nello stesso 2011, da giugno m poi, «pur in un momento di gravi difficoltà economiche - ricordano dall'assessorato all'Ambiente - e scontando ritardi nell'erogazione al Comune di Napoli delle risorse promesse», sono aumentati gli abitanti serviti dalla raccolta porta a porta, con l'apertura di due lotti nei quartieri di Posillipo e Scampia. Nel 2012, poi la lista delle aree con differenziata oltre il 60-70% si è arricchita di due nuovi quartieri, Rione Lieti e Agnano. A completare l'ottetto attualmente ad alto tasso di frazionamento si è aggiunto, dal dicembre scorso, il quartiere Avvocata, con un'iniziativa con cui 9.000 residenti, divisi tra 35 parchi della Seconda Municipalità, hanno iniziato a differenziare gli scarti alimentari (Organico) con il sistema di raccolta Porta a Porta.
Stilando un primo bilancio, il porta a porta raggiunge oggi poco più di ÇÎÎò³²à residenti, una cifra più che raddoppiata rispetto ai 140mila napoletani coinvolti fino alla metà del 2011. E la percentuale di differenziata cittadi na del 27%, aumentata di 13 punti in un biennio, racconta che oggi, su 1.200 tonnellate di rifiuti prodotte quotidianamente a Napoli, circa 300 vengono frazionate in base a carta, cartone, imballaggi, vetro e umido, mentre gli ingombranti vengono consegnati in 6 isole ecologiche, le ultime due inaugurate a marzo a Miano e Fuorigrotta.
Ovviamente tutto ciò non è ancora sufficiente, visto che i servizi vanno rafforzati ulteriormente nelle zone già raggiunte e che ci sono ancora più di 600mila napoletani, divisi in una ventina di quartieri ancora da coinvolgere nel porta a porta, tra cui Vomero, Secondigliano, Poggioreale, San Lorenzo, Soccavo. Ð primo passo concerne proprio gli 8 milioni in via di erogazione: con essi saranno tré le nuove aree ad alta differenziata: Pianura, San Pietro a Patierno e Decumani, un innesto che permetterà di raggiungere la quota di SOOmila cittadini serviti. Resta poi l'incognita degli impianti di compostaggio, necessari a smaltire l'umido senza costi aggiuntivi di trasferimento: non ci sono ancora le risorse, l'idea è di farne tré (Scampia, Ponticelli, Napoli Ovest), già iniziare a costruire il primo sarebbe un toccasana.

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