Asìa taglia gli straordinari, è allarme rifiuti

Asìa, straordinari tagliati torna la città dei rifiuti

Da via Santa Lucia alla Stazione, slalom spazzatura tra cassonetti distrutti e sacchetti lasciati fuori orario
30 maggio 2013 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

In piazza Carolina, proprio sotto le finestre della prefettura, a mezzogiorno la donna si avvicina tranquilla al cassonetto e si esibisce nello sport preferito dai napoletani: il lancio del sacchetto. Due ore dopo i contenitori sono già quasi pieni. E nello spazio destinato ai cartoni (che andrebbero riposti ordinatamente piegati) fanno bella mostra copert, sacchetti sventrati, imballaggi di ogni tipo e buste di patatine. In via Santa Lucia i recinti in cemento peri cassonetti sono divelti, sul lungomare i bidoncini della differenziata insieme alle fioriere fanno barriera davanti alle traverse. Qualcuno giace riverso, qualche altro è stato capovolto, a molti sono state tolte le rotelle. Dovrebbero accogliere carta, vetro, plastica: sono pieni di spazzatura sparsa.
Sono scene di ordinaria follia dalla città della spazzatura dove i cumuli degli anni passati hanno lasciato il passo alla solita sporcizia. «C'è un calo di tensione creato con ogni probabilità dall'inquietudine delle famiglie e delle imprese di fronte alla crisi - dice l'amministratore delegato di Asia, Daniele Fortini - invece servirebbe più collaborazione da parte dei cittadini. I primi pulitori della città sono i cittadini che non sporcano, la prima prevenzione è separare i rifiuti quando si gettano via. E tutti potrebbero farlo: abbiamo dislocato in città 24 mila contenitori per la differenziata. Bisogna usarli»
Ma in queste settimane alla cattiva educazione e all'indisciplina di sempre si aggiungono la crisi e la mancanza di risorse che spinge l'Asìaatagliareicosti, aridurre all'osso gli straordinari (il calo è del 10 per cento) e a contrattare costantemente con i fornitori che vengono pagati con grande ritardo e quindi lesinano forniture e servizi. La partecipata del Comune di Napoli ancora non ha siglato il contratto diservizio con l'amministrazione. L'azienda spende ogni anno 182 milioni di euro. Ð sodo unico da tempo ne trasferisce 164: si è così accumulato un credito certificato di 200 milioni nei confronti dell'amnunistazione e debiti per 90 milioni nei confronti delle banche e di 75 milioni nei confronti dei fornitori sborsando 5 milioni di interesse all'anno. Intanto il 40 per cento del parco circolante (costituito soprattutto dai compattatori che raccolgoni i sacchetti) è fermo, si lesina lo straordinario, esiriduconoal minimo i servizi a partire dalla pulizia dei casso netti che viene fatta a cadenza quasi mensile. E i risultati si vedono. E si sentono: la puzza che arriva dai contenitori è sempre più intensa. E non solo: lo sviluppo della differenzianta, cavallo di battaglia dell'amministrazione De Magistris, rallenta. I costi, in questa situazione, diventano insostenibili, anche per la mancanza degli impianti di compostaggio: quest'anno portare la frazione umida fuori regione costerà sei milioni, mentre tré anni fa, quando la percentuale del porta a porta era più bassa, se ne spendevano tré. «Purtroppo lo sforzo che si sta facendo tra Comune e azienda per migliorare i servizi e incrementare la raccolta differenziata impatta con la scarsità di risorse economiche disponibili - dice Fortini - A tutt'oggi il comune di Napoli non ha avuto un solo centesimo di contribuzione per lo sviluppo della differen ziata mentre tutte le grandi città italiane e anche altre città della Campania hanno avuto consistenti risorse sia dal governo che dalla Regione. Tuttavia auspichiamo che la nuova legge regionale, costituendo gli ambiti ci metta nella condizione di poter almeno realizzare l'impianto di compostaggio che ci permetterebbe di risparmiare».

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