Rifiuti, slitta la multa «Ma ora acceleriamo»

Il ministro Orlando vede il commissario Potocnik Scatta la dilazione, sprint per il termovalorizzatore
26 maggio 2013 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Il neoministro Andrea Orlando vola in Europa e ottiene una dilazione: slitterà la decisione sulla multa che la Campania potrebbe essere costretta a pagare per non riuscire a smaltire correttamente i rifiuti. La prima condanna è arrivata nel 2010, ora la commissione Ambiente Uè potrebbe decidere di deferire nuovamente il nostro Paese alla Corte di giustizia. Intanto, però, restano bloccati i 50 milioni dei fondi Fers che dovrebbero servire a far decollare l'impiantistica.
«La procedura va avanti ma riteniamo di avere argomenti e carte nuove da presentare nelle prossime settimane», ha spiegato Orlando, al termine di un incontro a Bruxelles, col commissario Janez Potocnik. Secondo Orlando, la multa potrà essere evitata se ci sarà un'accelerata sull'impiantistica. Al centro dell'incontro di Bruxelles le iniziative che «riusciamo a sostanziare nell'arco delle prossime settimane per far capire che si è aperta una fase nuova, con una particolare attenzione al tema delle procedure, viste non solo come ima tegola che ti cade in testa, ma come uno stimolo ad adeguare la nostra politica a standard europei». Il ministro ha battuto anche sul tema dei passi avanti realizzati in questi mesi: «Abbiamo fatto presente come ci sia no stati progressi compiuti nella raccolta differenziata, come alcuni impianti, seppure m ritardo, stiano partendo e come sia fondamentale continuare a finanziare gli impianti che partiranno. E mi pare che su questo abbiamo avuto un riscontro positivo». In realtà molta strada resta ancora da compiere: l'Europa ci chiede impegni precisi e una road map per la realizzazione degli impianti. Ma su questo terreno non ci sono sostanziali avanzamenti. Tutt'altro. Si è infatti chiusa con un nulla di fatto la gara per il termovalorizzatore di Napoli est. La A2A, l'unica impresa che aveva accettato di partecipare al cosiddetto «dialogo competitivo», alla fine non ha presentato nessuna offerta economica. L'investimento, infatti, si presentava troppo incerto. La contrarietà del sindaco de Magistris all'impianto, gli interessi troppo alti praticati dalle banche (per avere i quattrocento milioni necessari a costruire l'inceneritore bisognava pagarne seicento) e le difficoltà nel riscuotere dai Comuni la tariffa di smaltimento, hanno sconsigliato l'azienda dall'andare avanti nell'affare. Contemporaneamente si è bloccata anche la procedura perii termovalorizzatore della zona Nord che dovrebbe bruciare le balle: la Provincia ha presentato un ricorso al Consiglio dei Ministri rifiutandosi di pagare le spese connesse con le attività del commissario Alberto Carotenuto. Piazza Matteotti ha sostenuto che i materiali da bruciare provengono da tutta la Regione e che quindi le spese per bruciarli non possono ricadere solo sui cittadini della Provincia di Napoli. Le spese per la caratterizzazione delle balle sono state già affrontate dalla Regione. Intanto la commissione Ambiente della Camera ha approvato un emendamento che chiede la revoca dei commissari alle discariche: in tre anni non ne è stata aperta neanche una.

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