DIECI STRUTTURE: TRE NON SONO APERTE AL PUBBLICO, LE ALTRE SETTE TRA INCURIA ED ABBANDONO

Area orientale, i parchi della vergogna

Il parco De Simone: 22mila metri quadri di aiuole ricoperte da rifiuti, di viali invasi da erbacce, strutture vandalizzate e pencolanti. L'area giochi per i piccoli rasa al suolo ed in parte carbonizzata
17 maggio 2013 - Luigi Palumbo
Fonte: Roma

NAPOLI. Sesta municipalità: maglia nera del verde pubblico- Sono dieci in totale le aree verdi che si estendono sul territorio che va da San Giovanni a Ponticelli, passando per Barra. Sette risultano aperte al pubblico, non per questo esenti dal degrado. Anzi. Partiamo da San Giovanni, dai 120mila metri quadri del parco dedicato a Massimo Troisi. Il laghetto artificiale di 5mila metri quadri, vero e proprio simbolo della rinascita del quartiere dopo il sisma del 1980, è stato prosciugato circa due settimane fa. L'enorme bacino, pieno di chiazze di acqua putrida e maleodorante, è stato svuotato in previsione di una serie di interventi di risanamento che dovrebbero comprendere, tra le altre cose, la messa a punto di un nuovo sistema di depurazione delle acque a sostituzione del vecchio impianto, da tempo fuori uso. Al momento però, nessuno sa con precisione se e quando quegli interventi avranno luogo. Nel frattempo il laghetto resta vuoto, e a pagarne le spese - oltre ai cittadini - sono soprattutto pesci rossi ed anatre. Solo le denunce dei frequentatori del parco hanno infatti impedito che le anatre che, fino a qualche settimana fa nuotavano sullo specchio d'acqua morissero, abbandonate corn ' ano state in un primo momento a vagare sotto il sole tra le pozzanghere e i rifiuti. E se il parco Troisi resta nonostante tutto ü fiore all'occhiello delle aree verdi di Napoli est, passando a Ponticelli invece la situazione si fa decisamente più nera. Del parco intitolato ai Fratelli De Filippo, infatti, al momento è accessibile al pubblico soltanto la grande piazza centrale. Tutto il resto - equivalente a circa due terzi del parco - resta chiuso, compresi quindi i percorsi ciclabili, il percorso "vita", panchine e viali alberati e, dulcís in fundo, l'area dedicata al gioco dei bambini, invasa ormai dalle sterpaglie. Eppure, lo scorso agosto la riapertura integrale del parco era stata celebrata in pompa magna alla presenza del sindaco de Magistris. Al peggio però non c'è mai fine, e non c'è bisogno di lasciare Ponticelli per rendersene conto. A qualche chilometro dal parco De Filippo, infatti, un'altra area verde versa in condizioni ancora peggiori. È il parco De Simone, 22mila metri quadri di aiuole ricoperte da rifiuti, di viali invasi da erbacce, strutture vandalizzate e pericolanti. L'area giochi per i piccoli è rasa letteralmente al suolo, in parte carbonizzata. È a Barra però che termina ü viaggio nel "cuore di tenebra" del verde a Napoli est. Il parco Villa Letizia? Un vero e proprio incubo. Inaugurato nel 1995, l'area è stata oggetto di un lento declino, fino alla chiusura nel 2011 per ordine della magistratura. Il parco continua però ad essere frequentato da tantissimi i bambini che, in barba al divieto, si avventurano tra le aiuole incolte - diventate nel frattempo una discarica a cielo aperto infestate da serpenti e ratti e disseminate di rifiuti di ogni genere. 

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