Le reazioni Il presidente Pentangelo: triste scoprire un grande bluff che ha prosciugato ingenti risorse

«Flop e sprechi, la Provincia parte civile al processo»

Pd e Sei all'attacco: ennesima speculazione ai danni dei cittadini sull'ambiente e sulla salute
La criminalità Capacchione «Un disegno sconcertante che di fatto ha favorito gli interessi della camorra»
18 aprile 2013
Fonte: Il Mattino

Raffica di reazioni, soprattutto da parte dei rappresentanti degli enti locali che hanno partecipato alla realizzazione del progetto. Intanto la Provincia di Napoli si costituirà parte civile nell'eventuale processo sulla vicenda Sistri. Così il presidente Antonio Pentangelo: «Seguiamo con grande attenzione le notizie che riguardano l'inchiesta della magistratura sul sistema di tracciabilità dei rifiuti - ha detto Pentangelo Quanto sta emergendo è di una gravita assoluta, perché colpisce la credibilità dello Stato su un tema caldissimo per i napoletani». «Abbiamo per anni visto come il traffico dei rifiuti illeciti sia stato uno degli affari più ambiti dalla camorra - ha aggiunto - e come il territorio provinciale sia stato offeso e contaminato. Scoprire che il progetto che aveva proprio lo scopo di controllare e monitorare la tracciabilità dei rifiuti sia stato un grande bluff che ha prosciugato ingenti risorse economiche fa imbestialire giustamente i cittadini ma anche le autorità locali. Tutto ciò ha concluso Pentangelo - proprio mentre il ministero dell'Ambiente ci informa che anche la costa vesuviana non sarà più considerata sito di interesse nazionale oggetto di fondi utili per le bonifiche». L'opposizione attacca. «Il governo di centrodestra non solo ha sem pre trattato con sufficienza i temi legati alla salute e al benessere dei cittadini ma ha anche speculato su questi argomenti facendoli diventare proventi illeciti per i soliti noti. Ai casi della truffa sull'eolico e quello sulla ricostruzione dell'Aquila si aggiunge questo sul sistema di tracciabilità dei rifiuti». Così il deputato Arturo Scotto, segretario per la Campania di Sinistra Ecologia Libertà. Scotto critica che sia stato «addirittura apposto il segreto amministrativo su questo appalto pubblico, neanche stessimo parlando di segreti militari». «Come al solito - conclude il parlamentare campano - a rimetterci sono i cittadini, a cui viene negato il diritto ad un ambiente sano, i territori, che gestiscono il ciclo dei rifiuti senza che ci una efficace programmazione, ed i lavoratori delle aziende a cui viene sottratto la possibilità di realizzare le commesse affidategli che si volatilizzano sotto forma di consulenze d'oro e tangenti». «Un disegno sconcertante che, di fatto, ha favorito gli affari della camorra». Così Antonio Amato, presidente della Commissione bonifiche ed Ecomafie della Regione Campania, commenda la vicenda Sistri. La senatrice del Pd Rosaría Capacchione, che più volte si è occupata della vicenda da giornalista, ha commentato: «Al di là del merito dell'inchie sta giudiziaria, c'è un aspetto della vicenda Sistri comune ad altre, e che riguarda le modalità di gestione degli appalti. Le procedure sono state lungamente coperte da un inspiegabile segreto di stato annullato solo parecchio tempo dopo l'avvio dell'inchiesta. Segreto di Stato che ha coperto le stesse procedure anche per altri importanti appalti del comparto sicurezza e che va ben al di là della doverosa tutela della progettazione. È servito invece ad affidare a trattativa privata appalti e servizi a ditte che in virtù di questo ombrello protettivo hanno potuto operare al di fuori della legge. Su questo tema sto preparando un'interrogazione parlamentare che sarà allargata anche alle altre forniture ancora in corso». 

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