L`inchiesta, la testimonianza

Dagli imprenditori del nord le accuse sui veleni sversati

A Bagnoli da Cremona: «Qui irregolari tutti i test»
16 aprile 2013 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Nulla di più opinabile di un dato scientifico in materia di inquinamento, se ne sono accorti due imprenditori di Cremona, per qualche tempo impegnati a Bagnoli sul fronte della bonifica. Per mesi hanno lavorato nel cantiere della società di trasformazione urbana partecipata del Comune, poi hanno voltato le spalle a Napoli, alla periferia occidentale, alla riqualificazione dell`ex polo siderurgico partenopeo. Hanno chiuso con l`esperienza di lavoro a Bagnoli - o almeno così hanno raccontato al pmStefaniaBuda-, quando l`indagine sulla bonifica era da poco iniziata e in città non era ancora partito il chiacchiericcio che accompagna indagini sul livello politico e amministrativo. Si chiamano Giacomo De Maio e Maurizio Casale, sono stati titolari di imprese di riqualificazione territoriale impegnate a Bagnoli m regime di subappalto in un cantiere della De Vizia (principale appaltatricediBagnolifutura), e sono stati impegnati a Napoli ovest nel 2009. Esperienza maturata sul campo, nei sitipiùinquinati d`Italia, i due imprenditori vengono ascoltati dai carabinieri del Noe, molto tempo prima che il processo alla bonifica culminasse nel provvedimento di giovedì scorso, con la firma di tré giudici per sequestrare l`area di Bagnolinitura. Si legge nel decreto di sequestro (lo firmano i gip Bruno D`Urso, Francesco Chiaromonte e Luigi Giordano), a proposito della loro testimonianza: «Hanno riferito di aver rilevato problematiche di inadeguatezza dei cantieri, oltre alla totale assenza dei controlli Arðàñ; le anomalie, l`inosservanza di tutte le procedure e le prassi che hanno sempre riscontrato in altri cantieri di bonifica». Questioni scientifiche applicate all`ambiente, quindi opinabili, dal momento che il processo culminato nel sequestro dei territori finora trattati da Bagnolifùtura (ex Italsider e ex Eternit) è soprattutto un lavoro di accertamento sugli esami compiuti negli anni della bonifica.
Inchiesta condotta dal pm Buda, in forza al pool guidato dagli aggiunti Nunzio Fragliasso e Francesco Greco, lo snodo è atteso dinanzi al Riesame. In questi giorni la difesa di Bagnolifutura valuterà l`opportunità di rivolgersi al Riesame per ottenere il dissequestro dei beni, puntando a dimostrare la correttezza del lavoro svolto. Truffa e disastro ambientale, le accuse mosse a carico degli exvicesindaci Rocco Papa e Tino Santangelo, degli ex dirigenti di Bagnolifutura Carlo Borgomeo e Mario Hubler, in una vicenda che ruota attorno alla correttezza del lavoro svolto ma anche alla validità dei test effettuati in corso d`opera. Difesi dai penalisti Giuseppe Fusco, Riccardo Polidoro, Giovanni Siniscalchi (legale della De Vizia), gli indagati respingono le accuse e rivendicano la correttezza di una bonifica sempre alle prese con le contingenze economiche. Inchiesta sulla gestione di quasi 110 milioni di euro, sul tavolo del pm le indagini dei consulenti Auriemma, De Vivo, Manno e Mazzarella, si parte da un capitolo in particolare delle indagini su Bagnoli: la presunta «falsità delle certificazioni del laboratorio Ceta» (società che si occupava di analisi e prelievi per conto di Bagnolifutura), le presunte «incongruenze» delle analisi svolte sotto il Parco dello sport, nelle acque di Coroglio o a pochimetri dalla falda acquifera.

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