Le intercettazioni: "Li hanno miscelati con il terreno". E dalla colmata veleni sversati in mare

"Rifiuti industriali sepolti nel Parco dello Sport Erano finiti i soldi per mandarli in discarica"

12 aprile 2013 - d.d.p.
Fonte: Repubblica Napoli

«HANNO miscelato addirittura queste morchie con il terreno, cercando di farlo diventare terreno di "riporto C". Quindi hanno fatto una miscelazione di rifiuti» affermava Angelo Marchitelli, capo cantiere della società De Vizia transfer mentre, il 13 settembre del 2007, parlava con l`amministratore della società Emilio De Vizia. La conversazione è riportata nel capitolo del decreto di sequestro dell`area di Bagnoli che ipotizza «l`interramento illecito» nella zona del Parco dello Sport di rifiuti industriali, le morchie, definite dai giudici «materiali certamente inconciliabili con qualsivoglia bonifica». Secondo il pm Buda, questo sarebbe accaduto perché Bagnolifutura «dopo avere per un certo tempo provveduto a erogare denaro per far smaltire quantitativi di morchie in discarica, aveva esaurito le risorse finanziarie ma aveva al tempo stesso l`esigenza di portare avanti l`attività di bonifica essendo i contributi legati all`avanzamento dei lavori». Dopo una prima interruzione per mancanza di fondi, il direttore tecnico di Bagnolifùtura Gianfranco Caligiuri inviò alla De Vizia una nota per invitarla ad accettare materiali di scavo, definiti terreni, per sottoporli a trattamento. Ma, come desunto dai dialoghi intercettati, si sarebbe trattato di prodotti «chiaramente riconoscibili dalla puzza e anche de visu e effettivamente riconosciuti come rifiuti pericolosi». Commenta l`avvocato Giovanni Siniscalchi, che assiste i De Vizia, Marchitelli e l`altro capo cantiere dell`azienda Francesco Nigro: «Abbiamo assoluta fiducia nell`operato dei magistrati, e confidiamo di poter dimostrare nelle sedi opportune la completa estraneità dei miei assistiti alle contestazioni e la grande attenzione che, nello svolgimento della sua attività, la De Vizia ha sempre riservato alla tutela dell`ambiente».
Controllori e controllati. In molti passaggi dell`indagine i magistrati insistono sul nodo dei controlli eseguiti durante l`iter della bonifica. Uno degli esempi, indicato nel capo d`imputazione per disastro ambientale colposo nei confronti della dirigente della Provincia Maria Teresa Celano, riguarda «l`evidente anomalia della prassi di indicare nel corso di periodiche riunioni con la Bagnolifutura, (soggetto controllato) e con l`Arpac, (soggetto controllore) le modalità dei controlli a farsi, indicando in anticipo al soggetto controllato i giorni e le celle sulle quali sarebbero stati eseguiti i campionamenti ed i cumuli di terreno in uscita dai trattamenti sui quali la Provincia avrebbe svolto i controlli».
I veleni nel mare. La colmata «insiste senza protezione su una falda acquifera che, dopo aver attraversato buona parte dei terreni, sfocia in mare recapitandovi ogni sorta di inquinante». E le opere di messa in sicurezza, ricordano igiudici, «sin dállamela degli anni 2000» si sono rivelate «assolutamente inadeguate». Situazione che induce i magistrati aparlare di «gravissimo inquinamento della falda e del litorale».

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