«Bonifica, i controllori assunti dalla società»

Neo-laureati a progetto sul libro paga di Bagnolifutura
13 aprile 2013 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Ridono al telefono, da un capo all`altro, non hanno motivo di lagnarsi quando parlano di Bagnoli, della qualità dei controlli sulla bonifica in corso. Un`opera faticosa e dispendiosa che assomiglia al «presepe di Napoli», per dirla con la prosa dei due (divertiti) interlocutori. Poi ci sono i controlli, quelli Arpac ritenuti fin troppo morbidi (anche se costosi quattro volte tanto, scrivono i pm), da parte di quattro giovani professionisti, assunti a contratto dallo stesso organo al quale avrebbero dovuto fare le pulci: la Bagnolifutura. Eccoli i retroscena dell`inchiesta culminata nel sequestro (con prescrizioni) di un pezzo di Napoli ovest. Partiamo dalle intercettazioni.
È il sette agosto del 2008, quando i carabinieri del Noe ascoltano l`exsubcommissario alle bonifiche Arcangelo Cesarano (non indagato) e l`ex direttore del Ministero dell`Ambiente Gianfranco Mascazzini. Di cosa parlano (e ridono) i due dirigenti: «Del fatto che la Bagnolifutura abbia condotto e stìa conducendo attività di bonifica senza avere alcun provvedimento autorizzativo». È il «corto circuito istituzionale» citato nelle indagini culminate nel sequestro dei suoli ex Italsider ed ex Eternit, che parlano di oltre cento milioni di euro per una bonifica virtuale. Ma torniamo alle risate di quel sette agosto. Cesarano chiama Mascazzini e gli dice che c`è stata una riunione in Provincia sul caso Bagnoli. Cesarano: «E diciamo, Bagnolifutura ha chiesto di completare l`intervento sulle spiagge»; Mascazzini: «Ma poi ce le ha le iscrizioni?»; Cesarano: «Noo, ma quali iscrizioni»; Ma scazzini: «Ho capito, è un classico napoletano, comeilpresepe»; Cesarano: «Appunto»; Mascazzini: «Solo che il presepe è più bello». Chiosano i militari del Noe: l`alto ruolo istituzionale dei due interlocutori non impedisce di ridere del fatto che Bagnolifutura stia conducendo attività di bonifiche senza avere alcun provvedimento autorizzativo».
Al telefono vengono intercettati anche l`ex direttore di Bagnolifutura Mario Hubler e l`ex vicesindaco (ma anche ex direttore della Stu sotto inchiesta) Mario Santangelo. In sintesi, l`alierà vicesindaco chiama Hubler, che gli dice che l`Arpac sta creando problemi in quanto gli ha contestato che non stanno eseguendo la bonifica secondo quanto approvato dal Ministero e sono ad un passo dal perdere 22 milioni di euro del Parco dello Sport. Poi, è ancora Hubler a dire che sul piano delle bonifiche sono a buon punto, che stanno procedendo a una bonifica di tipo  (non parco residenziale) anche se poi «larichiesta deve essere avanzata dal Comune», una richiesta di fronte alla quale l`ex vicesindaco si limita ad annuire. Vicenda complessa, che vede coinvolti anche Rocco Papa (in passato vicesindaco e anche presidente prò tempore di Bagnolifutura), Carlo Borgomeo e Mascazzini nelle accuse degli aggiunti Francesco Greco e Nunzio Fragliasso e del pm Stefania Buda. Difesi dai penalisti Giuseppe Fusco e Piccar do Polidoro gli indagati respingono l`ipotesi di una bonifica virtuale e ribadiscono di aver agito nell`interesse collettivo, alla luce delle risorse disponibili. Stessa posizione per gli imprenditori della De Vaia, difesi dal penalista Giovanni Siniscalchi.
Ma agli atti c`è un lungo capitolo falsi controlli e verifiche ammorbidite: tanto che la dirigente della Provincia MariaTeresa Celano viene accusata di non aver dato seguito alle criticità che nel 2008 venivano segnalate dalla sua struttura tecnica e in alcuni casi awebbe addirittura in formato quelli di Bagnolifutura dei controlli da realizzare a campione sul territorio. Una versione sostenuta dal gip collegiale (Bruno D`Urso, Francesco Chiaromonte e Luigi Giordano) su cui si attende la replica della dirigente, mentre l`attenzione dei carabinieri sie a lungo soffermata anche sulle analisi di labórate rio. Si parte dalle accuse di due imprenditori di Cremona, che puntano l`indice sulla validità dei controlli Arpac, sulla presenza di uniaboratorio intemo alla stessa Bagnolifutura, fino a mettere a fuoco una possibile anomalia su alcuni professionisti chiamati a verificare la bontà degli interventi di riqualificazione in corso. Oltre al rup presente part time, anche un biologo e quattro contrattisti laureati esterni ad Arpac sul cantiere, assunti a contratto interinale e retribuiti da Bagnolifutura. Quanto basta per spingere gli inquirenti a formulare una domanda che sa di retorica: quanto approfonditi erano gli esanìi post bonifica di quattro neolaureati verso l`operato del proprio datore di lavoro? Le risate Al telefono Mascazzini e Cesarano ridono «Sembra ¡l presepe di Napoli»

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