I magistrati della Procura indagano su una serie di misure che avrebbero 'alleggerito' le procedure per le verifiche in via Coroglio

Ex Italsider, controlli affievoliti sulla bonifica

Riflettori puntati sugli accertamenti dell'Arpac dopo i lavori. Gli interventi sarebbero stati svolti per metà
13 aprile 2013 - Giuseppe Letizia
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI - Nell`inchiesta della Procura di Napoli emerge una serie di azioni, mirate - secondo i magistrati - ad affievolire i controlli sulla bonifica dell`ex area Italsider a Bagnoli. Ventuno le persone indagate: un ex dingente ministeriale, ex vertici di Bagnolifutura, funzionari di Comune, Provincia, Arpac. La bonifica sarebbe stata fatta solo in parte. Secondo gli inquirenti, un ruolo di primo piano lo avrebbe avuto Fallerà direttore generale presso il ministero dell`Ambiente, Gianfranco Mascazzini. "In particolare il direttore generale Mascazzini - scrivono i giudici del collegio - ha governato l`intera procedura di bonifica, come previsto dalla legge, trattandosi di una bonifica di un sito di interesse nazionale. Ma anziché prendere subito atto dell `illiceità dei progetti di variante, atteso che emergeva la superfluità della bonifica per il raggiungimento dell `uso commerciale perché già esistente ab origine, con artifizi e raggiri induceva in errore in ordine alla regolarità della procedura il ministero dell`Ambiente, che pertanto sottoscriveva i decreti di approvazione delle varianti". Inoltre il direttore generale Mascazzini avrebbe "alleggerito sempre di più le procedure di controllo, inserite nei documenti progettuali nelle varianti del 2006 e del 2008. riuscendo a farle approvare dal ministro". Poche righe più in basso c`è un passaggio fondamentale nel decreto di sequestro preventivo: "A tal/ine Mascazzini assumeva nei momenti cruciali, iniziative propositive per il superamento delle criticità ambientali, portando avanti l`attività di bonifica, per consentire alla Bagnolifutura l`acquisizione, oltre ai finanziamenti ab origine, ulteriori finanziamenti pubblici, pari a 22 milioni di euro, relativi al Parco dello Sport, fondi Fesr, in scadenza al 31 dicembre del 2008. Il tutto di concerto e previo accordo con i responsabili di Bagnolifutura e con Arpac, al fine di procurare a sé, o ad altri un ingiusto profitto, con altrui danno ". I magistrati precisano che "dei contributi statali e regionali, deliberati complessivamente per la bonifica e per le opere pubbliche, pari a quasi 269 milioni di euro, è stato finora incassato l`importo di 136 milioni di euro, in danno dello Stato e della Regione Campania. A partire dal 2006 e fino al 14 aprile del 2011 (data di incasso della quarta rata dei finanziamenti pubblici)". Gli inquirenti della Procura aggiungono che "la î `ariante al piano di bonifica del 2 settembre 2008 prevede procedure di controllo ancora più semplificate con le `Linee guida ai fini del rilascio della certificazione di avvenuta bonifica `, con le quali si velocizza la procedura di controllo BomßcaptOseguita senza tiecessità La situazione adesso si è aggravata P er aver consentito l`erogazione ài fondi propedeutica al rilascio della certificazione di avvenuta bonifica da parte della Provincia e si decide di eliminare i controlli post bonifica, non prevedendo alcun controllo dell`Arpac (obbligatorio per legge), neppure in relazione alla più delicata fase finale della messa in sicurezza. Ed infatti il Rup Arpac si è limitato, come prescritto nelle procedure, ad effettuare soltanto una verifica documentale altimetrica, senza svolgere alcuna analisi per verificare l`inquinamento dello strato di terreno superficiale. Tutti - secondo i giudici - concorrevano con la propria condotta a cagionare un disastro ambientale, derivante dall`aggravamento dello stato di contaminazione dei terreni ali `esito della bonifica ". Ventuno gli indagati Presunto accordo per ottenere i fondi di Stato e Regione

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