Pericolo vulcanico, 7 anni per includere il capoluogo

La previsione in caso di malaugurato evento vulcanico massimo le due aree - flegrea e e vulcanica - potrebbero essere investite per un diametro di circa 20 chilometri ognuna
6 marzo 2013 - mb
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI - Stretta tra il Vesuvio e i Campi Flegrei, in un abbraccio che scalda ma che potrebbe rivelarsi mortale, Napoli deve fare i conti anche con un altro tipo di rischio: quello vulcanico. La commissione nazionale grandi rischi ha definito il territorio partenopeo `ad alto rischio permanente. Ciò significa che in caso di "malaugurato evento vulcanico massimo le due aree - flegrea e vulcanica - potrebbero essere investite per un diametro di circa 20 chilometri ognuna, per cui risulterebbe coinvolto anche il capoluogo". Così scriveva l`urbanista Loris Rossi in una sua pubblicazione del 2006, "Napoli architettura e paesaggio": ci sono voluti sette anni affinchè anche anche il capoluogo venisse inserito all`interno della cosiddetta `zona rossa`. All`inizio dell`anno, si ricorderà, una riunione urgente  della Protezione civile nazionale stabilì l`inclusione di tre quartieri, Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, all`intemo della zona maggiormente esposta ad un eventuale risveglio vulcanico. La precedente zona rossa comprendeva 18 comuni: oggi vi sono ricompresi Noia , Palma Campania, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano, Scafati e l`enclave di Pomigliano d`Arco, che vanno ad aggiungersi a Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant`Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase. La popolazione da evacuare preventivamente è al momento di 800 mila persone, ma questo numero potrebbe essere ridotto entro il 31 marzo sulla base delle indicazioni degli stessi comuni interessati.

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