Rifiuti nelle zone periferiche, la colpa e dei cittadini

20 marzo 2013
Fonte: Gazzetta di Caserta

SAN PRISCO. C`è aria di mobilitazione popolare, sentita e forte, per reagire all`ondata di degrado e rifiuti dilaganti su tutto il territorio. A San Prisco e nelle zone periferiche e nascoste nelle campagne tra Santa Maria Capua Vetere e Sant`Angelo in Formis, il grave fenomeno dell`abbandono di rifiuti di ogni genere non è mai scomparso del tutto. Passeggiando tra i viottoli di campagna è facile imbattersi in micro discariche che rovinano un piccolo ecosistema alla falde del monte tifata e danneggiano l`ambiente. Esasperati i residenti delle aree oggetto di sversamento e i proprieari di piccoli fondi rurali che non sanno come porre un limite al malcostume di alcuni cittadini molto spesso provenienti dai comuni limitrofi. Dopo le recenti denunce, cittadine e della stampa, riguardo l`emergenza territoriale e cittadina, c`è sempre più aria di protesta tra gli stati popolari delle aree urbane e rurali. Una protesta reale, fatta di proposte e di una forte volontà di ottenere risposte dagli enti preposti, dopo che per mesi i residenti hanno dovuto subire nel silenzio e nella sopportazione una problematica lontana anni luce da una qualità della vita che si possa dire avanzata e civile. Ora basta. Questo si sente dalle bocche di sempre più samprischesi che avvertono da vicino il fenomeno, sulla propria pelle, davanti i propri occhi, davanti le proprie case, sulle proprie strade. E forse soltanto una mobilitazione popolare, accesa e partecipata, può veramente smuovere le cose, cercando risposte e atti concreti, smuovendo una latenza che da troppo tempo va avanti.Le condizioni di inquinamento da rifiuti del territorio campano restano critiche, e solo qualche giorno fa è stato sigillato dalla Forestale un campo di veleni a Caivano, destinato alla coltivazione e contaminato da metalli pesanti. E mentre Napoli, la Campania e il Sud votano (e non votano) la politica nazionale che non mette in agenda il Mezzogiorno, l`Unione Europea incoraggia la Regione Campania e il Comune di Napoli a mettere in pratica i piani di gestione dei rifiuti presentati alla commissione dall`assessore regionale all`Ambiente, Giovanni Romano, e dal Sindaco De Magistris nel 2011. "Le autorità regionali campane hanno finalmente sviluppato una strategia per i ritiuti Eiù coerente e pratica per 1 regione", si legge nel rapporto UÈ. "La privatizzazione ha contribuito alla spirale discendente della gestione dei rifiuti che ha portato a conseguenze disastrose per la popolazione locale, andando unicamente a beneficio di bande della criminalità organizzata. Un ritorno della gestione dei rifiuti in ambito pubblico, con un piano finalmente realistico, coerente e pratico, ha finalmente portato una normalizzazione dell`emergenza". La crisi è ben lungi dall`essere risolta ma la valutazione positiva dei piani campani agevolerà lo sblocco dei fondi europei per l`estensione della raccolta porta a porta, mentre resta il nodo dei rifiuti nocivi sotterrati nelle campagne tra Napoli e Casería, con conseguenze tremende sulla salute delle popolazioni limitrofe. 

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