Ottime performance per la raccolta nelle province dì Salerno, Avellino e Benevento. Ma il dato campano è inficiato dai problemi di Napoli e Caserta

La differenziata cresce a passo lento

11 marzo 2013 - Cl. Ul.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Eppur si muove: si può tranquillamente far ricorso alla celebre frase attribuita a Galileo Galilei per descrivere l`andamento dei dati relativi alla raccolta differenziata in Campania. Una linea di tendenza in costante crescita nel corso degli ultimi anni, anche se caratterizzata da risultati conseguiti a macchia di leopardo sul territorio campano, dove non è cosa rara imbattersi in realtà di eccellenza che convivono, spesso solo a pochi chilometri di distanza, con comuni praticamente fermi all`anno zero sul fronte rifiuti. I numeri, però, lasciano ben sperare, almeno a giudicare dalla crescita costante che si è registrata m questi ultimi anni: se nel 2008 la raccolta differenziata in Campania arrivava a stento a quota 19% (dati Arpac), già un anno dopo la percentuale di rifiuto differenziato raggiungeva il 29,3% (dati Ispra), per attestarsi nel 2010 al 32,7% (dati Ispra).
Da evidenziare la disomogeneità del dato: se nel 2010 la provincia di Salemo superava ampiamente quota 50% di raccolta differenziata, arrivando al 55,2%, e la provincia di Avellino si attestava esattamente al 50%, la provincia di Benevento non riusciva ad andare oltre il 40%. Maglie nere, come da facile previsione, le province di Napoli e Caserta: la prima nel 2010 non è riuscita ad andare oltre un magro 26, i%, mentre Caserta si è fermata al 24,9.
Situazione rimasta sostanzialmente immutata a giudicare dagli ultimi dati resi noti dalla Regione Campania: le cinque province continuano a camminare con passo diverso in materia di raccolta differenziata. Non manca, tuttavia, un dato estremamente positivo: la conferma che, seppur m maniera disomogenea, la crescita della percen tuale relativa alla raccolta differenziata procede, essendo evidentemente una linea di tendenza ormai consolidata. Tra le cinque province campane la più virtuosa m materia di raccolta differenziata si conferma essere quella di Salemo, territorio che raggiunge quota 56,43% (dato riferito a 149 comuni su 158). Un "primato" confermato anche dal dato di Salemo città che con il 68,33% di raccolta differenziata è il primo dei capoluoghi campani in questa singolare classifica.
Il comune più virtuoso del Salernitano è, però, Atena Lucana: qui la differenziata è addirittura arrivata al 91,96%. Ben oltre la soglia del 50% si attesta anche la provincia di Benevento, con un 54,27% di raccolta differenziata.
Bene il capoluogo con il 62,34%, ma la palma di comune più attento alla differenziazione dei rifiuti va a Circello con il 77,62%. Arriva solo a sfiorare il traguardo del 50% la provincia di Avellino, ferma al 49,26%. Migliore il risultato di Avellino città, comune che arriva al 54,01% di differenziata, anche se il record in Irpinia è appannaggio del piccolo centro di Sant`Angelo all`Esca con il 78,69%. Una situazione comunque soddisfacente per il territorio irpino che sta cercando di far crescere le proprie potenzialità in materia di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Fanalini di coda ancora una volta le province di Napoli e Caserta, in grado solo di superare di poco la soglia del 30% di raccolta differenziata. Ð Napoletano arriva al 31,78%, mentre il capoluogo arranca con uno stentato 18,05% di raccolta differenziata. Primato per Anacapri con il 71,53%. Chiude la provincia di Caserta, con il 31,52% di raccolta differenziata. Caserta città è al 38,13%, mentre il comune più virtuoso è Corvino con il 64,86%.

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