Secondo Cittadinanzattiva è la tariffa più alta del Paese: 529 euro a persona in un anno

Tassa sui rifiuti, primato Napoli "Ma quelle cifre sono sbagliate"

8 marzo 2013 - Carlo Franco
Fonte: Repubblica Napoli

UN NUOVO dossier sulle tariffe dei rifiuti e Napoli puntualmente consolida il primato di città più cara del Belpaese: 529 euro, 108 in più di Salerno, 136 più di Casertae viadi scendendo fino ai 120 euro di Isernia che è la maglia rosa della classifica. I dati sono fomiti da un dossier dell`Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e hanno mandato su tutte le fùrie il vice sindaco Tommaso Sodano che li contesta sostenendo che nonpossono essere assunti a campione obiettivo. «Le cifre sono sballate», dichiara Francesco lacotucci, uno dei collaboratori vicini al vicesindaco, «perché non tengono conto di un dato reale: negli ultimi4anni il Comune di Napoli non ha fatto lievitare i costi e il balzo evidenziato dal dossier è dipeso esclusivamente dall`aumento dell`aliquota dello smaltimento dei rifiuti, incombenza dell`am ministrazione provinciale». Un balletto di cifre che impedisce di ragionare su basi inconfutabili. E cosi Tina Napoli responsabile dell`area consumatori di Cittadinanzattiva, risponde indirettamente all`esperto di Palazzo San Giacomo mettendo inluce cheailcostodeiserviziaumenta proprio nelle città dove c`è l`efficienza più bassa». Più nel dettaglio i rilievi sottolineati dall`indagine effettuata su un campione socialmente rilevante (una famiglia di tré persone con un reddito di 44.200 euro e una casa di 100 mq) sono da codice rosso: negli ultimi cinque anni i costi sono raddoppiati a Salerno (più98per cento) eaNa- poli (più 87) che, manco a dirlo «pilota» la Campania alla conquista di un`altra maglia nera, la spesa annua più alta: 389 euro contro 154delMolise. Che si trascina un altro dato negativo: la bolletta dei rifiuti continua ad essere nettamente più cara nel Mezzogiorno: 270 euro contro i 255 del Centro e i 234 delle regioni settentrionali. Lapolemicatra Cittadinanzattiva e il Comune di Napoli s`impenna anche sul dato relativo alla raccolta differenziata. Palazzo San Giacomo, infatti, sostiene che Napoli sta meglio, o almeno meno peggio, della media delle regioni meridionali per le quali il dossier certifica una media del 21per cento rispetto al 27 per cento del Centro e al 40 per cento del Settentrione. «Anche in questo caso», dice l`ingegnere lacotucci, «non tiene conto del fatto che la raccolta differenziata è la somma di duevoci: lapercentualeAsiaalla quale va sommata la quota della raccolta effettuata da terzi. La conclusione, però, è sempre la stessa: aspettando la Tares i napoletani continuano ad essere tartassati.

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