Fortini analizza in un volume l`emergenza e attacca: dal 2009 nessuna novità infrastrutturale

«Rifiuti, questione non risolta» L`ad di Asìa svela tutti gli errori

La differenziata Tra Napoli e provincia vivono 3,3 milioni di persone: impossibile raggiungere il 50%
8 marzo 2013 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

«Hai ragione a definire "apparente" la risoluzione della crisi che, da quasi venti anni, angoscia la popolazione di Napoli e della Campania. In realtà, rispetto alla situazione del 2009, cioè dal momento in cui è cessata l`emergenza per decreto del Consiglio dei ministri, nessuna novità infrastnitturale è intervenuta»: Daniele Fortini, l`amministratore delegato di Asia e presidente di Federambiente, risponde a Gabriella Corona, primo ricercatore del Cnr di Napoli, nel libro «Rifiuti. Una questione non risolta» (edizioni XI) e traccia un bilancio della sua esperienza napoletana. E nell`edizione aggiornata appena arrivata in libreria, e che sazrà presentata lunedì alla Feltrinelli di via San Tommaso D`Aquino, fornisce interessanti squarci sul futuro. Spunti destinati a dar discutere. Nelle pagine del libro si rincorrono cifre che forniscono la base per una ricostruzione minuziosa e disincantata degli anni dell`emergenza e aprono una prospettiva sul futuro. Fortini propone numeri, non ideologie. E i suoi numeri dimostrano che nessuna soluzione strutturale del problema rifiuti è possibile se non si realizza un sistema impiantistico adeguato. La differenziata, in altre parole, non è la soluzione di tutti i mali, e Fortini spiega che non sarebbe stata sufficiente a evitare la crisi del 2007: «Nel territorio della provincia di Napoli risiedono 3,3 milioni di abitanti con un`elevata densità di popolazione, in un territorio fortemente antropizzato, congestionato, disordinato nonché povero di imprese e di occupazione. In un`area con simili problemi non è neanche immaginabile che si possano raccogliere in modo differenziato la metà dei rifiuti urbani prodotti ogni giorno. Anche una perfetta organizzazione, con un`elevata disponibilità finanziaria, dovrebbe fare i conti con contraddizioni e peculiarità assenti in altre aree europee delle stesse dimensioni demografiche». E poi «Ipotizzare percentuali di raccolta differenziata al di sopra del 50% è un esercizio di pura fantasia che non potrà, nel breve e nel medio periodo, trovare un concreto riscontro. Ci vorranno molto tempo e molte risorse prima di arrivare a quel risultato». Una conclusione che sembra contraddire quelle avanzate dal sindaco De Magistris che ha più volte annunciato di voler sfondare il tetto del 70 per cento. Secondo i calcoli di Fortini non sarebbe impossibile, però, con un investimento di 13 milioni all`anno portare la raccolta al 50 per cento e superare così i cinque anni necessari all`avvio del prossimo termovalorizzatore che il sindaco De Magistris ha più volte ribadito di non volere, ma che sarà probabilmente realizzato al di fuori del territorio comunale:«La scommessa del sindaco Luigi de Magistris si gioca tutta su questo piano: incrementare la raccolta differenziata e il riciclaggio fino al punto di far bastare gli impianti esistenti per lo smaltimento dei rifiuti residui», sostienel`amministratore di Asia che ipotizza una New Company tra la sua azienda e quella della Provincia per l`acquisto del termovalorizzatore diAcerra. E non solo: «La proprietà pubblica della New Companysarebbe anche una garanzia per realizzare ciò che ancora serve, e cioè almeno due nuove linee di trattamento termico di rifiuti combustibili, da realizzarsi proprio ad Acerra, ampliando l`impianto esistente e ottimizzando al massimo l`investimento». E poi Fortini si azzarda a sognare il futuro: « Sarebbe una società, fors`anche partecipata dal capitale di imprenditori privati campani, con quasi 6.000 addetti, un impianto industriale primo in Italia per efficienza e redditività (900.000 tonnellate ali` anno avviate a recupero di energia), 3 impianti di trattamento meccanico- biologico (gli Stir ammodernati) e almeno 2 stabilimenti di compostaggio (da costruire per 200.000 tonellate allOanno di rifiuti organici). La raccolta differenziata, allora, potrebbe davvero svilupparsi in modo significativo, perché sostenuta dai ricavi generati dagli impianti di valorizzazione, e non dalle tasse dei contribuenti».

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