Il manager di Sapna: firme false sui contratti

Angelone spedisce gli atti in Procura: troppi appalti sospetti
12 febbraio 2013 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Quando ha visto la sua firma falsificata sotto l`ennesimo contratto di proroga ha deciso di dire basta: ha imballato i faldoni e li ha spediti alla Corte dei Contì e alla Procura. L`avvocato Enrico Angelone, da poco più di sette mesi amministratore uni co della società partecipata della Provincia di Napoli, è stato nominato dopo una lunga sene di dimissioni: alla guida della società nata nel 2010 si erano alternati Corrado Catenacci, Umberto Vecchione, Claudio Roveda, Gianfranco Frassetto. Fino a novembre dello scorso anno direttore unico era restato Giovanni Perillo, poi mandato a casa dopo un` indagine del procuratore della corte dei conti, Ferruccio Capalbo: gli incarichi di consulenza affidati all`estemo avrebbero provocato, secondo il magistrato, un danno di 1 milione 559 mila 798 euro di cui 443 mila euro spesi solo per gli stipendi corrisposti dal 2010 e metà del 2012 al direttore tecnico. In un primo momento Perillo ave va lavorato con un contratto di consulenza poi aveva avuto un contratto atempo determinato, mal`assunzione era avvenuta senza che fosse bandito un concorso pubblico, di qui la decisione di non avvalersi più della sua collaborazione.
Ma, ad arricchire le inchieste già in corso presso la Corte dei Conti e la Procura sono arrivati nei giorni scorsi i nuovi faldoni inviati da Angelone: «La ricognozione che ho avviato ha mostrato una serie di irregolarità: ci sono stati servizi appaltati senza gare di evidenza pubblica, proroghe ripetute, subappalti non autorizzati che hanno spesso esorbitato dal limite del trenta per cento imposto dallalegge. In questo modo sono stati spesi più di 110 milioni di euro. Con i nostri legali stiamo studiando un procedimento per chiedere i danni all`ex direttore responsabile». E Giovanni Perillo, a sua volta, si è rivolto a un legale per chiedere la riassunzione e il pagamento di tutte le spettanze a suo parere non corrisposti.
Sugli appalti Sapna già indagano da mesi i Pm Nicola Fragliasso e Luciano Giuliano, e nei mesi scorsi i sequestri di documenti si sono succeduti nella sede di via Ferrante Imparato. Ora nuovi incartamenti sono arrivati proprio dall`amministratore: «Abbiamo pagato lo smaltimen to del percolato 70 euro a tonnellata - rincara la dose Angelone - quando il prezzo medio di mercato è di 45 euro. E questo è assurdo». Qualche giorno fa, poi, è stata ritrovata la proroga della proroga a una ditta di trasporti con una firma che l`amministratore unico non ha riconosciuto come propria: e anche quel documento è stato inviato in procura. Ora saranno i magistrati a dover chiarire la vicenda. Intanto la società partecipata della Provincia sta rifacendo tutti i contralti: «Abbiamo fatto un bando di gara europea per affidare smaltimento e trasporto dei rifiuti nelle altre regioni italiane - spiega Angelone - sono restate 125 mila tonnellate che è stato impossibile assegnare e per questo stiamo avviando un nuovo bando: tutti i nostri servizi devono essere affidati con procedure di evidenza pubblica. Il volto della Sapna è cambiato: qua lavorano molti giovani onesti e competenti».
La Sapna ha inviato in prefettura ben 182 richieste di nullaosta anti- trau. mafia: per molte è ancora in attesa di risposta. In cinque casi sono arrivate le cosiddette interdittive atipiche: la partecipata ha interrotto i contratti, le imprese hanno presentato ricorso al Tar. Il primo sarà discusso il 20 febbraio. La cosiddetta interdittiva atìpica, infatti, lascia all`amministratore la responsabilità della decisione finale sui contratti già avviati creando una situazione molto difficile: se non si interrompe il rapporto si può finire nel mirino della stessa prefettura se disdice il contratto bisogna affrontare quasi sempre una controversia legale con il rischio di dover pagare spese e arretrati.

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