Lo scempio Una ragnatela di fiumi artificiali trasformati in sistema di scolo: manutenzione zero

Veleni e rifiuti, i Regi Lagni da canali a mega-discarica

Nel 2009 uno stanziamento di 50 milioni di euro ma il risanamento resta al palo
Furono ideati quattro secoli fa e completati dai Borbone: 56 chilometri dal Nolano alla Domiziana
31 gennaio 2013 - Antonio Russo
Fonte: Il Mattino

UN TEMPO erano canali, oggi sono fogne e peggio ancora discariche. Intasati, devastati, stravolti, occupati o occultati da costruzioni fuorilegge. Eppure continuano ostinatamente a chiamarli Regi Lagni: un sistema di raccolta di acque piovane e sorgive la cui realizzazione cominciò ai tempi della dominazione spagnola nel 1610 e completata due secoli dopo con Borbone. Per secoli hanno svolto la loro funzione di sistemazione idrogeologica, di argine alle alluvioni e di fonte per le coltivazioni. Oggi buona parte di quei canali fa l`esatto contrario dello scopo per cui fu concepito: con le ostruzioni provocate dai rifiuti l`acqua invade le strade, crea frane, allagamenti mortali come quella di Pollena Trocchia. I lagni attravresano 1.095 chilometri quadrati passando perle province di Casería, Avellino, Napoli e Benevento, ben 99 comuni e quasi tré milioni di abitanti. Per oltre 56 chilometri i canali corrono (corrono!) in provincia di Napoli: da Noia verso Acerra, Brusciano, Po migliano, Afragola e quindi al mare, tra la foce del Voltumo e Lago di Patria. E Ingo questo viaggio c`è di tutto: veleni, carcasse, auto, cimiteri di cani. Nel 2009 la Regione ha stanziato 50 milioni per opere di riassetto, sono stati piantati degli alberi, nel frattempo, ma nella sostanza nulla è cambiato, anzi, in molti punti la situazione è peggiorata. Il primo grido di allarme in questi giorni arriva da Cimitile. I coltivatori di Cimitile che hanno dei terreni situati nei pressi dell`Alveo Gaudio, chiedono la pulizia immediata del letto del fiume. Lungo l`alveo Gaudio - San Donato l`acqua ha ormai uno spazio molto limitato per passare. L`altro giorno i coltivatori hanno deciso di sottoscrivere una petizione e si sono rivolti ad un legale (l`avvocato Carmela Scotti) la quale ha trasmesso il documento alla Regione, alla Protezione Civile, al Consorzio di bonifica del Voltumo. «La situazione - si legge nella diffida - è tale da richiedere interventi urgenti ed immediati per una bonifica per scongiurare, in presenza di abbondanti piogge, uno straripamento e l`alluvione di decine e decine di ettari coltivati». È di pochi giorni fa intanto la notizia che la Regione ha fatto effettuare lavori di pulizia lungo l`alveo Quindici: la speranza è che avvenga lo stesso in tempi brevi, come promesso, per il Gaudio-San Donato. Ma la mappa dei dissesti è molto estesa. Nella zona di Marigliano i canali sono diventati cimitero dei cani: si teme addirittura l`azione di una banda di criminali specializzata nell`eliminazione di animali. Scene analoghe ad Acerra, in zone già altamente contaminate da diossine e con l`acqua avvelenata da scarichi fognari e da fertilizzanti chimici. Il disastro è sotto gli occhi di tutti anche nella zona a Nord di Napoli dove scorrono l`alveo Camaldoli verso ovest e il Torricelli verso Nord Est. Il Torricelli è a due passi da Auchan tra Melilo e Mugnano: i suoi odori nauseabondi ammorbano l`aria e c`è l`incessante contributo di automobilisti che sversano sacchetti di spazzatura che hanno praticamente formato un lago di melma e rifiuti. Ð Torricelli, incanalato come fogna sotto Melito, l`anno scorso è crollato. L`alveo Camaldoli coperto da Maraño avia Ripuaria di Giugliano torna allo scoperto fino al litorale di Varcaturo ed è qui che dentro finiscono perfino carcasse di auto: l`anno scorso l`alluvione per trenta ville e da allora nulla è stato fatto. La foce del lago Patria rientra in questo sistema di irreggimentazione delle acque e dopo due anni di esondazioni del lago soltanto nei giorni scorsi è cominciata l`opera, che dovrebbe essere periódica, di rimozione della sabbia.

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