Bonifiche flop, il governo chiede 88 milioni a Jacorossi

Al giudice la richiesta della Presidenza del Consiglio: danno da risarcire
Il pm: condanne fino a 2 anni e mezzo
12 gennaio 2013 - Giuseppe Crimaldi
Fonte: Il Mattino

Ottantotto milioni di euro di danni e richieste di condanne con pene fino a due anni e mezzo. Si conclude così, con la richiesta di un maxi-risarcimento da parte dei legali che rappresentanto la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dell`Ambiente, l`udienza svolta ieri davanti al giudice monocratico Minima Miele, e che vede imputati - tra gli altri - i vertici della società Jacorossi, l`azienda alla quale il Commissariato di Governo per l`emergenza bonifiche della Campania aveva concesso l`appalto per il risanamento ambientale nel pieno dell`emergenza rifiuti dei primi anni 2000. Molti dei reati andranno in prescrizione: non così - sempre che verrà accolta dal giudice - la richiesta di risarcimento allo Stato. Nel corso della sua requisitoria il pm Luigi Cannavale ha spiegato i motivi per i quali gli imputati vanno condannati. La bonifica delle zone dellitorale domizio, per l`accusa, venne realizzata m maniera incompleta e in spregio al rispetto della legge; addirittura lo Stato venne truffato da chi aveva l`onere di ripulire strade e ambienti trasformati in discariche a cielo aperto. Dodici gli imputati, nei confronti dei quali vengono contestati reati che vanno dalla truffa aggravata, induzione al falso e smaltimento illecito dei rifiuti. La beffa, per la Procura, fu duplice. Non soltanto infatti ci fu un danno ambientale aggiuntivo a quello che ri schiava di trasformare l`intero territorio compreso tra il Napoletano e il Casertano; ma alla base di questo duplice disastro vi fu una pianificazione deliberata quasi a tavolino, come emergerebbe dalle oltre 100 intercettazioni telefoniche che - sostiene il pm Cannavaie - sono lo specchio fedele che prova l`impianto accusatorio. Ma c`è di più. Nella sua relazione il sostituto procuratore afferma che questa è un`inchiesta incompiuta. «In questo processo - dice Cannavale - è emerso solo il dieci per cento dei reati effettivamente commessi a vario titolo; ma- soprattutto - non si è scavato a fondo e non sono state fatte emergere precise responsabilità di parti istituzionali». Ma a queste conclusioni giunse l`udienza preliminare che un anno fa archiviò le posizioni di alcuni ex esponenti della giunta regionale dell`epoca e del commissariato di Governo. Diversamente è andata in sede di indagine della magistratura contabile: la Corte dei Conti della Campania, altermine di un`indagine sulle bonifiche ambientali del litorale flegreo (costate 43 milioni di euro) ha emesso 17 atti di citazione a giudizio per un presunto danno all`erario per un valore corrispondente alla spesa. Tra i destinatari ci sono, tra gli altri, l`alierà governatore della Campania Antonio Bassolino, l`ex ministro dell`Ambiente, Willer Bordon, l`ex sottosegretario al Lavoro Raffaele Morese. La vicenda prende le mosse in piena emergenza rifiuti, quando alla Jacorossi viene concesso l`appalto per le bonifiche di un territorio mortificato dall`emergenza ambientale. Da un lato l`azienda si impegnava ad assumere 383 ex lavoratori socialmente utili; dall`altro si impegnava alla qualiflca- Lo scenario Dodici imputati per gli interventi d¡ risanamento nelle aree tra Napoli e Casería L`accusa: truffa zione, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti nell`area compresa tra Quarto e il litorale dmozio. «Ma quella bonifica - insiste il pm - fu realizzata con la stessa logica che potrebbe usare, nei lavori domestici da una governante che tiene sì pulita la casa: ma lo fa nascondendo la sporcizia sotto un tappeto». Insomma, dai comportamenti degli imputati derivò - secondo il pm un secondo e nuovo danno all`ambiente. Lo dimostrerebbero le centinaia di telefonate intercettate. Conversazioni tra gli imputati «dalle quali - dice il pm - emerge anche la volontà di falsificare i dati reali, a cominciare dal peso dei rifiuti da smaltire». In sostanza, pur di gonfiare i dati e di realizzare bilanci cospicui, l`azienda avrebbe gonfiato la raccolta e lo smaltimento, aggiungendo ai rifiuti speciali e pericolosi di tutto, compresi quelli derivanti dalla raccolta della indifferenziata. "Carichiamo tutto, tutto - si ascolta nella intercettazione - così facciamo peso...". La sentenza - la prima in assoluto da quando esplose la grande emergenza legata ai rifiuti in Campania - è prevista tra due settimane. Sull`argomento, ieri, è intervenuto anche il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, che coordina la sezione Ecologia della Procura. «Occorre attendere la sentenza per una valutazione definitiva - afferma Fragliasso - ma si può senz`altro affermare che il processo alla Jacorossi, in corso di celebrazione è il primo importante processo istruito dalla Procura di Napoli testimonia l`impegno profuso da questo Ufficio nell`attività di contrasto ai reati in materia ambientale che è stata indicata dal Procuratore Colangelo come una delle priorità della Procura di Napoli».

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