Prorogati i consorzi

Ciclo dei rifiuti la gestione passa ai Comuni

Consorzi, pronta la bozza del provvedimento: 6 mesi di proroga, poi il cambio. Rebus fondi
11 gennaio 2013 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Un decreto perprorogare i consorzi di bacino fino a giugno e dare il tempo alla Regione di varare le norme capaci di attribuire la gestione dell`intero ciclo ai comuni riuniti in Ato, come già avviene nel resto del Paese. Lo discuterà stamattina il governo. Se sarà approvato, il testo segnerà una svolta capace di rivoluzionare l`intero sistema campano, ma per il momento lascerà aperta la questione economica. n decreto non prevede, infatti, impegni di spesa e mancano, quindi, i fondi necessari per man tenere in vita i consorzi che non hanno le commesse necessarie a sopravvivere. Nelle nuove norme dovrebbe esserci anche la proroga del commissariato alle bonifiche che dovrebbe provvedere al risanamento dei siti di Giugliano e dei laghetti di Castelvoltumo: un modo pernoninterrompere quelpercorso necessario per evitare il «disastro ambientale annunciato dal geólogo Giovanni Balestri.

Un decreto per prorogare i consorzi di bacino fino a giugno e dare il tempo alla Regione di varare le norme capaci di attribuire la gestione dell`intero ciclo ai comuni riuniti m Ato, come già avviene nel resto del Paese. Lo discuterà stamattina il governo. Se sarà approvato, il testo segnerà una svolta capace di rivoluzionare l`intero sistema campano, ma per il momento lascerà aperta la questione economica. Il decreto non prevede, infatti, impegni di spesa e mancano, quindi, i fondi necessari per mantenere in vita i consorzi che non hanno le commesse necessarie a sopravvivere. Nelle nuove norme dovrebbe esserci anche la proroga del commissariato alle bonifiche che dovrebbe provvedere al risanamento dei siti di Giugliano e deilaghetti di Castelvoltumo: unmodo per non interrompere quel percorso necessario per evitare il «disastro ambientale annunciato dal geólogo Giovanni Balestri. Il provvedimento dovrebbe servire a sciogliere la contraddizione sottolineata più volte nei giorni scorsi dall`assessore regionale Giovanni Romano che aveva spiegato: «Allo stato, sono vigenti due norme nazionali che confliggono in maniera stridente ed evidente. Da una parte la legge 26 del2010 che attribuisce i compiti gestionali alle Province e dall`altro la legge 135 del 2012 che, al contrario, ha assegnato gli stessi compiti ai Comuni». Attualmente la raccolta e lo spazzamento toccano, infatti alle amministrazioni comunali, lo smaltimento alle Province. Da giugno tutto tornerà inmano aiMunidpi che dovranno riunirsi negli ambiti territoriali ambientali. Questi saranno disegnati dalla Regione nei prossimi mesi. Il Comune di Napoli dovrebbe costituire un ambito autonomo e quindi al sindaco Luigi De Magistris e al suo vicesindaco Tommaso Sodano toccherà decidere dove e come smaltire i rifiuti, mentre finora se ne è occupata la Società provinciale guidata dall`avvocato Enrico Angelone. E non solo: se l`intero il ciclo dei rifiuti farà capo ai Comuni dovrebbero essere loro ad assorbire almeno una parte dei lavoratori dei consorzi. In questo caso il costo dei 2168 dipendenti delle articolazioni di Napoli e Casería (circa cinque milioni al mese) graveranno sulla nuova tassa, la Tares, che servirà a coprire i costi dei servizi. A Napoli, però, non d dovrebbero essere ulteriori aggravi collegati al costo delper- sonale: l`Asia ha già assorbito i 327 lavoratori dell`ex bacino 5, e quindi non dovrebbe essere costretta ad assumere nessuno. Per tutti gli altri, a partire da giugno, resta il rischio di gonfiare gliorganici: per evitarlo bisognerà dire basta agli appalti alle ditte private che stanno attualmente lavorando nel casertano e nel napoletano. Ma anche questa mossa potrebbe non essere risolutiva visto che i dipendenti probabilmente in base alla norma sui passaggi di cantiere non potranno essere licenziati. I problemi maggiori ci saranno in Provincia di Napoli dove attualmente la stragrande maggioranza degli stipendiati non ha alcun compito da svolgere. à CONSORZIO UNICO Ambito Casería 1.111 Ambito Napoli REGOLE ò de¡ Consorzi e passaggio delle competenze alle società provinciali L`IPOTESI Passaggio delle competenze ai Comuni ñåâøèé it Intanto per i dipendenti dell`articolazione di Caserta, che non ricevono lo stipendio da diversi mesi, si annuncia una schiarita: il nuovo responsabile della unità tecnico amministrativa, Nicola Dell`Acqua, martedì sarà in Campania per incontrare il neo commissario liquidatore, Domenico De Lorenzo, i soggetti attuatori e gli assessori al ramo: avendo accertato che il consorzio ha dei crediti nei confronti della struttura metterà sul tavolo i soldi sufficienti a pagare due stipendi , come ha annunciato il presidente déla Provincia di Caserta, Domenico Zinzi. Una mossa che darà una boccata di ossigeno ai lavoratori, ma che potrebbe creare ulteriori problemi alle ditte che da tempo aspettano di intascare i soldi per lavori svolti prima del 2009. Soddisfatti i sindacati che fanno capo al cartello degli autonomi guidati da Vincenzo Guidotti che ieri ha commentato: «Ringraziamo quelli che ci sono stati vicini e che hanno creduto che le società provinciali erano una bufala». 

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