Impianti pieni, a Napoli tornano i cumuli

Lo stir di Ponticelli quasi saturo. Sapna: senza trasferimenti sarà il caos
3 gennaio 2013 - Fabrizio Geremicca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Il nuovo anno inizia a Napoli con la spazzatura in strada a Fuorigrotta, a Bagnoli, al Vomero. Cinquanta le tonnellate non raccolte, su una produzione giornaliera di 1200. Sarebbero molti di più, però, gli arretrati, se non ci fosse il sito di stoccaggio temporaneo realizzato dall`amministrazione nella periferia orientale, all`intemo dell`ex lem. Ha 7000 tonnellate di capienza. Ne accoglie ormai 6800. Se non sarà svuotato quanto prima dalla Sapna, la sodetà provinciale che gestisce il ciclo dei rifiuti, a Napoli potrebbero accumularsi in pochi giorni centinaia di tonnellate di spazzatura.
Cosa stia accadendo in questi giorni lo spiega Enrico Angelone, da alcuni mesi amministratore unico della stessa Sapna. «Paghiamo — dice — una serie di eventi negativi che rallentano il funzionamento degli impianti di tritovagliatura. A Tufino a luglio si è rotto un carro ponte e non siamo ancora riusciti a sostituirlo. I lavori sono appaltati, ma bisognerebbe alzare il tetto di un capannone dell`impianto per eseguirli. Impossibile, per ora, perché è stipato di immondizia». Prosegue: «Nello Stir di Caivano, gestito da Parthenope Ambiente, è sotto sequestro una pressa, dopo un incidente sul lavoro. In quello di Giugliano sono guasti alcuni nastri trasportatori».
Problemi, sostiene Angelone, anche al termovalorizzatore di Acerra: «Per alcuni giorni ha funzionato solo una linea. Ora sono operative due su tré». Quanto ai viaggi della spazzatura all`estero, via nave, da metà ottobre ad inizio dicembre una delle due società olandesi contrattualizzata per ricevere la spazzatura non ha accettato più un solo grammo, essendo i suoi termovalorizzatori in manutenzione.
Risultato: nel sito di stoccaggio della ex lcm e negli impianti di tritovagliatura della provincia di Napoli sono accumulate al momento circa 30.000 tonnellate di immondizia. Per smaltirle, bisognerà incrementare i trasferimenti verso i siti emiliani, liguri, pugliesi e per finanziare i trasferimenti aggiuntivi la Regione ha stanziato 2.800.000 euro.
Inizia dunque male il 2013. Anno, questo, in cui saranno ancora i viaggi della spazzatura ad evitare il collasso. Via mare, fino alla primavera, partiranno ancora i quantitativi previsti dal contratto in corso. Sapna paga 103 euro a tonnellata, contro i 140 che spende per mandare i rifiuti via terra nelle altre regioni italiane. Poi, dall`estate, dovrebbero partire le navi verso i nuovi siti che saranno individuati tramite gara. Porteranno all`estero 120.000 tonnellate. Un decimo circa della produzione annua di Napoli e provincia. Tutto il resto, al netto della differenziata e del termovalorizzatore di Acerra (tratta circa 600.000 tonnellate ogni 12 mesi) continuerà ad andare mori regione. Sempre che, però, non scatti la mannaia del Consiglio di stato. Se l`undici gennaio stabilirà che dagli impianti di tritovagliatura escono rifiuti solidi urba ni e non rifiuti speciali, la Campania potrà continuare ad esportare spazzatura in Puglia, Lazio, Toscana, Emilia, Liguria solo se stipulerà accordi a livello istituzionale. Oggi è sufficiente il contratto tra Sapna ed i privati che gestiscono i siti. Le intese istituzionali, soprattutto in periodo elettorale, sarebbero complesse e di lunga gestazione.
«Rischieremmo — prevede Angelone — di ritrovarci coi rifiuti al settimo piano». La via d`uscita potrebbe essere un decreto del governo che au torizzi i viaggi dei rifiuti tra una regione e l`altra. E atteso anche dal Lazio, dove l`imminente saturazione della discarica di Malagrotta adombra scenari cupi.

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