Centro e periferia invasi dai sacchetti, situazione difficile a Seccavo, Pianura e Miano

Capodanno di rifiuti, per il 2013 è gia emergenza

Il blocco degli impianti potrebbe determinare difficoltà nella raccolta anche nei prossimi giorni per tutti i comuni
31 dicembre 2012 - Ciro Crescentini
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI  - Capodanno tra i rifiuti a Napoli. 1 2500 lavoratori dell`Asia hanno proclamato lo stato di agitazione per la mancata corresponsione degli stipendi di dicembre. Un`agitazione annunciata dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali attraverso una nota inviata al sindaco, al vice sindaco, al prefetto e al questore. Non è escluso un accordo nelle prossime ore per dirimere la delicata vertenza sindacale. Inevitabile le ripercussioni negative sulla situazione igienico e sanitaria. Cumuli di spazzatura sono cresciuti come funghi nella zona del Centro Direzionale, Seccavo, Pianura, Poggioreale, Secondigliano, Piscinola e Miaño. Completamente invase dai rifiuti le zone periferiche della città, ma non va meglio in centro. Via Pigna al Vomero, via Consalvo a Fuorigrotta e dintorni: da giorni la spazzatura non viene raccolta, montagne di rifiuti si accumulano intomo ai cassonetti e ai lati delle strade. A quanto pare il blocco degli impianti Stir ossia gli Stabilimenti di Trito vagliatura, di trattamento dei rifiuti solidi urbani potrebbe alimentare un ulteriore disastro. Altri comuni della provincia di Napoli si trovano in stato di emergenza:Afragola, Casalnuovo, Casoria, Castellammare, Quarto, Boscoreale, Torre del Greco e Giugliano. L`accumulo di spazzatura è destinato ad aumentare determinando risultati molto negativi e almeno altri 20 comuni entreranno in crisi nelle prossime 48 ore. Gli enormi cumuli di spazzatura stanno attraendo grossi branchi di cani randagi e topi attratti dal cibo. A Napoli, al momento sono 320mila le persone raggiunte dal servizio della raccolta `differenziata`. Mancano le risorse e continuano a rimanere bloccate le procedure per il trasferimento dei fondi necessari da Regione e governo centrale. Il comune di Napoli attende ancora i 5 milioni di euro promessi dall`allora ministro Prestigiacomo e successivamente confermati dal successore Clini. I problemi finanziari, tra l`altro, non rappresentano l`unico scoglio per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti a Napoli e in Campania. Resta ancora aperta, infatti, la spinosa questione degli impianti, a cominciare da quelli per il trattamento della frazione organica. La città di Napoli spende ogni anno 8 milioni di euro per inviare fuori regione 40 mila tonnellate all`anno di umido. Intanto, però, tra rabbia e rassegnazione gli abitanti dei quartieri partenopei si preparano a passare il Capodanno tra i rifiuti, nonostante il comune abbia disposto la raccolta straordinaria.

 

 

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