Asìa, scuole e società partecipate: «Procedure in violazione delle norme»

Sott`accusa 538 assunzioni

Napoli, gli 007 delle Finanze criticano il Comune
Gli ispettori delle Finanze: «Mutui per ripianare i debiti di Asia Non alzano le tasse, ma
scaricano di oneri sulle generazioni future
28 dicembre 2012 - Gianluca Abate
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

«Il Comune di Napoli non avrebbe potuto procedere ad alcuna assunzione in tutto l`anno 2012, invece ha assunto 3 unità di personale, 5 dipendenti e 101 supplenti». E l`accusa contenuta nel dossier degli ispettori delle Finanze, che puntano il dito anche contro le assunzioni nelle società partecipate. In tutto sono 538 quelle effettuate «in violazione del disposto normativo». E sui rifiuti scrivono: «Ð Comune procede alla sistematica sottostima delle risorse necessarie a garantire la copertura del servizio, per non dover procedere all`incremento delle tariffe. Le perdite sono coperte con mutui, scaricando così gli oneri sostenuti oggi sulle future generazioni.
NAPOLI — Il Comune di Napoli e le sue società in house hanno effettuato 538 «assunzioni in violazione del disposto normativo». Lo scrivono gli ispettori del ministero delle Finanze Vito Tato e Quinto Cervellini nella loro relazione sulla verifica ammini strativo-contabile eseguita al Comune di Napoli dal 3 settembre al 5 ottobre 2012. Quel dossier — un documento di 199 pagine più 97 allegati, depositato il 7 novembre presso il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato — il Corriere del Mezzogiorno l`ha letto. Ecco cosa racconta. Le assunzioni Dopo aver superato il rapporto tra spesa di personale e spesa corrente nel 2011, «il Comune di Napoli non avrebbe potuto procedere ad alcuna assunzione in tutto l`anno 2012». E invece «l`ente ha assunto 3 unità di personale extra dotazione organica, 5 dipendenti a tempo indeterminato e 101 supplenti. Inoltre, con la delibera del 31 agosto 2012, è stata autorizzata l`assunzione a tempo determinato del personale necessario a soddisfare le esigenze di continuità dei servizi educativi della scuola dell`infanzia e degli asili nido. A parere degli scriventi, sebbene appaia evidente la necessità di assumere il personale in questione per garantire la funzionalità del servizio, il contesto normativo non sembra ammettere deroghe specifiche». Discorso analogo per le società partecipate, «nei cui confronti trovano applicazione le limitazioni alle assunzioni ope ranti per il Comune», e che quindi «non potevano procedere ad assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale». Anche in questo caso, però, non è andata così. «Metronapoli ha assunto un collaboratore nell`area organizzativa e gestionale, Asia ha assunto 346 dipendenti precedentemente in servizio presso ditte appaltatrici e un collaboratore a progetto. Bagnoli Futura ha assunto un direttore generale e un co.co.pro., Terme di Agnano ha assunto 75 lavoratori a tempo determinato o temporanei, il Centro Agroaìimentare ha assunto a tempo indeterminato i dipendenti in precedenza in servizio a tempo determinato e la Mostra d`Oltremare ha assunto altri co.co.pro (quattro). Queste assunzioni hanno comportato un maggior onere per le società e, indirettamente, per il Comune di Napoli». Capitolo a parte per le assunzioni di Asia. «Il Comune di Napoli — scrivono gli ispettori — è obbligato a coprire tutti i costi del servizio di gestione dei rifiuti, ivi incluso quello dei dipendenti che sono stati assorbiti in base alle indicazioni fomite dall`ente. L`aver assunto i dipendenti senza prevedere un`idonea copertura finanziaria ha generato un debito fuori bilancio». E questo «onere» è stato «rinviato ai futuri esercizi». Il caso Asia II Comune di Napoli, negli anni çîí e 2012, «non ha tenuto in alcuna considerazione i dati storici relativi al costo del servizio rifiuti, stanziando in bilancio risorse inadeguate. (...) Tali maggiori oneri avrebbero dovuto trovare necessaria copertura nelle tariffe Tarsu», ma ciò non è avvenuto. «Inoltre, sulla quantificazione definitiva di tale costo, inciderà in maniera significativa l`avvenuta assunzione di ulteriori 346 dipendenti». E ancora: «D mancato rispetto delle norme che impongono la copertura integrale del servizio ha determinato un danno per l`ente di almeno 88 milioni di euro nel periodo 2009-2012». Un capitolo a parte del dossier degli 007 delle Finanze è dedicato al «mutuo finalizzato ad ulteriore aumento di capitale della società partecipata Asia per 43 milioni». Un «indebitamento» che «avrebbe dovuto essere finalizzato all`acquisizione di automezzi, attrezzature, progettazione e acquisto di software», ma che «invece è stato utilizzato per la copertura delle perdite fatte registrare dalla società sino all`anno 2012, in violazione della Costituzione». Insomma, gli «incrementi di capitale sono stati utilizzati per finalità diverse dalla realizzazione di piani di investimento». Ð motivo? «Il Comune di Napoli procede alla sistematica sottostima delle risorse necessarie a garantire la copertura del servizio, anche al fine di non dover procedere all`incremento delle tariffe, coprendo periódicamente le perdite di esercizio mediante aumenti di capitale». Quella che a prima vista potrebbe apparire come un`iniziativa a favore dei cittadini (non aumenta la tassa sui rifiuti), per gli ispettori è invece un`operazione che stringe un cappio intomo al collo dei napoletani: «Le risorse per la sottoscrizione degli aumenti di capitale vengono ottenute facendo massiccio ricorso allo strumento del mutuo, scaricando così gli oneri sostenuti oggi sulle future generazioni. (...) Una simile operazione doveva trovare piuttosto allocazione tra la spesa corrente del Comune di Napoli, che invece l`ha contabilizzata finanziandola con un mutuo di pari importo contratto con la Banca Dexia Crediop spa». Il patto di stabilità Leggendo il prospetto di monitoraggio trasmesso dal Comune nel gennaio 2012, emerge che «il margine con cui sarebbe stato rispettato il patto di stabilità per il 2011 è pari a 2.980.000 euro». Gli ispettori però scrivono che «l`esame della bozza del conto consuntivo ha evidenziato dati difformi, ed evidenzia come il Comune non abbia rispettato il patto per 9.969.999 euro. Inoltre, allocando correttamente tra la spesa corrente gli impegni relativi alla ricapitalizzazione dell`Asia e gli oneri del contributo alla Napoli Servizi pari a 8.500.000, l`ente non avrebbe rispettato il patto di stabilità per 61.469.000 euro». Dichiarazione del 26 novembre scorso Lo sforamento A proposito del patto di stabilità, gli ispettori scrivono che «l`esame della bozza del conto consuntivo ha evidenziato dati difformi, ed evidenzia come il Comune non abbia rispettato il patto per 9.969.999 euro»

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