Dossier salute: Campania choc ma mortalità in diminuzione

Il sottosegretario Cardinale risponde all`interpellanza «Situazione sfavorevole»
Caldoro: Criticità storiche e numeri noti Ma ci sono miglioramenti
Russo: Bene lo studio del ministero però ora via alle bonifiche
14 dicembre 2012 - re.cro.
Fonte: Il Mattino

La situazione epidemiologica in Campania è «generalmente sfavorevole rispetto al resto d`Italia e, tuttavia, i tassi di mortalità, anche per cause specifiche, sono in diminuzione»: è quanto si evince dalla relazione del gruppo dilavoro perl`approfondimento della situazione epidemiológica della regione, consegnata il 28 settembre 2012 e stilata in collaborazione con esperti dell`Istituto superiore di sanità e con rappresentanti dell`ente. Il contenuto della relazione è stato reso noto alla Camera dal sottosegretario alla Sanità, Adelfio Elio Cardinale, in risposta ad una interpellanza urgente di Paolo Russo (Pdl). «Lo svantaggio di salute dei residenti della regione Campania - spiega - è presente da tempo e non risulta fecalizzato su una singola patologia o su un solo sottogruppo di popolazione». Quanto ai tumori maligni, dalla relazione si evince che «la mortalità in Campania tra gli uomini è superiore ai valori dell`intera Italia. L`eccesso di mortalità è dovuto al contributo solo delle province di Caserta, per gli uomini, e di Napoli per entrambi i generi. Nella regione risultano in particolare più elevati i tassi di morta lità per tumori di fegato, laringe, trachea, bronchi e polmoni, prostata e vescica». U sottosegretario chiarisce che «l`analisi della mortalità dal 1988 al 2008, perle principali sedi tumorali più frequenti nelle province di Caserta e Napoli, indica andamenti decrescenti. Perla Campania si stimano livelli più elevati rispetto alla macroarea del Sud, ma generalmente in linea con il valore nazionale o inferiori per quanto riguarda colon, retto, prostata, ad eccezione del tumore del polmone, la cui incidenza si va riducendo ma è significativamente più elevata della media nazionale. Nell`area di Napoli si osservano rischi di incidenza generalmente più elevati rispetto al valore stimato regionale e più elevati del dato medio nazionale per i tumori del polmone, fegato, vescica e laringe». Secondo Cardinale, «questi eccessi sono in buona parte ricondudbili a fattori di rischio noti e maggiormente presenti nell`area: prevalenza di infezioni da virus per epatite C e B, prevalenza di fumatori».
Quanto agli andamenti della sopravvivenza per tumore a cinque anni dalla diagnosi, «hanno evidenziato in Italia, negli ultimi vent`anni, un generale miglioramento per tutte le sedi più frequenti, sia per gli uomini che per le donne, in tutte le aree. I dati di sopravvivenza per i tumori per i quali la precocità della diagnosi e predittiva di esito, trovano riscontro nella scarsa adesione ai programmi di screening, cheper la regione Campania e significativamente più bassa e lontana dal dato medio nazionale». Alle considerazioni del sottosegretario replica il governatore Stefano Caldoro, che parla di «operazione verità utile e da noirichiesta e confermata. La Campania, dai dati ai quali hanno lavorato anche nostri rappresentanti, riscontra molte criticità storiche legate a fattori ambientali ed epidemiologici, m particolare in alcune aree del territorio»: «Sono numeri in gran parte a noi noti perché forniti in studi fino al 2010 dice il presidente della Regione - Quando ci siamo insediati le prime rilevazioni effettuate ci hanno subito preoccupato ed abbiamo immediatamente monitorato l`avanzamento della ricerca. Uno degli elementi che abbiamo in più di una occasione evidenziato nel confronto con il governo e le altre regioni è stato quello delle aspettative di vita, negative nelle regioni del Sud, che dovrà rappresentare in futuro il vero fattore di riequilibrio nella distribuzione del fondo sanitario. Bisogna superare i vecchi parametri che individuano solo nella anzianità il principale indicatore. Il dato positivo è che, come evidenziato dalla risposta del governo alla interrogazione dell`onorevole Russo, l`incidenza in relazione a molte patologie mostra una flessione. Questo vuoi dire che anche senza risorse aggiuntive abbiamo iniziato una inversione di tendenza per garantire migliori prestazioni». E Russo chiarisce: «Va bene lo studio commissionato al gruppo di lavoro dal ministro della Salute e va bene pure l`approfondimento epidemiológico, ma non possiamo correre il rischio che mentre si studia la cura il malato muore. Resto sempre della mia idea: la bonifica delle aree inquinate e l`Esercito per confrollare il territorio ed impedire roghi e sversamenti illedti».

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