Il rapporto 2011 sul comuni «ricidoni»

Differenziata, Napoli al palo Per Legambiente è al 18%

Presentato il rapporto sui Comuni ricidoni: Salerno meglio di tutti
Del Giudice (Asia): ma i dati si riferiscono alla giunta lervolino
13 dicembre 2012
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Salerno (68%) prima, Napoli (18,2%) ultima tra i capoluoghi di provincia della Campania per quanto riguarda la raccolta differenziata. Benevento è al secondo posto, con il 62,33 %. Terza Avelline con il 5401 %. Caserta penultima con il 38,12%. La classifica di Legambiente sui comuni ricicloni, ormai giunta all`ottava edizione, boccia il capoluogo di regione. Avvertenza doverosa: i dati si riferiscono al 2011, anno in cui per sei mesi la città era ancora governata dalla giunta lervolino e ci fu una grave emergenza rifiuti in tutta la regione, con la spazzatura in strada e le rivolte nelle zone più popolari della città. «Nel 2012 — sostiene Raffaele Del Giudice, ex dirigente di Legambiente e da alcuni mesi presidente di Asia — siamo al 25% circa. Nei quartieri dove abbiamo attivato il porta a porta, che coinvolge 260.000 abitanti, siamo prossimi al 70%. Se si confronta il dato di giugno 2011 (14%) con giugno 2012 (25%) Napoli cresce dell`11%».
Insomma, la classifica dei comuni ricicloni conferma che la strada maestra per aumentare il riciclo ed abbattere i quantitativi di spazzatura destinati alla discarica o agli inceneritori passa per il sistema del porta a porta: bidoncini condominiali per l`umido, la carta, la plastica, il vetro; calendario di prelievo stabilito in funzione dei materiali; sanzioni per chi non rispetti le regole. Resta in ogni caso ancora lontano l`obiettivo del 70% di raccolta differenziata in tutta la città che fu posto come traguardo dal sindaco De Magistris subito dopo la sua elezione, 18 mesi fa. Complice il ritardo nel trasferimento delle risorse dal Governo e dei fondi europei, infatti, il progetto di ampliamento del porta a porta a tutti i quartieri di Napoli ha subito rallentamenti non da poco. Così come, ad oggi, non è stato realizzato ancora neppure un impianto di compostaggio, indispensabile a lavorare l`umido differenziato. Quello che Napoli invia fuori regione a costi proibitivi.
Asia sta lavorando al bando per realizzarne uno a Scampìa, ma è difficile ipotizzare i tempi, anche alla luce delle numerose delusioni che, su questo tema specifico, si susseguono ormai da anni. Torniamo, però, alla classifica di Legambiente relativa al 2011. In testa alla classifica campana tré piccoli comuni della provincia di Salemo: Atena Lucana, Roccadaspide e Felitto. Si attestano al 90%. In questi territori l`obiettivo rifiuto zero è quasi una realtà. Tra i comuni oltre i 50.000 abitanti, sono 230 quelli che superano il 55% di raccolta differenziata. Complessivamente, circa un milione e mezzo di persone.
Come in ogni classifica che si rispetti, Legambiente attribuisce anche le maglie nere: San Marcellino (0,54% di raccolta differenziata). Cancello ed Anione (3,78%) e Gricignano d`Aversa (4,43%). Durante la presentazione del rapporto, naturalmente, si è parlato anche delle prospettive future. «Stiamo realizzando notevoli progressi», ha detto il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, «ma ci scontriamo con la mancanza di risorse economiche e finanziarie che non sono state ancora garantite ne dal governo ne dall`Europa». Ð vice di de Magistris ha escluso una possibile emergenza nel periodo natalizio. Ha però sottolineato che potrebbe verificarsi qualche criticità a febbraio, in coincidenza con lo stop dell`inceneritore di Acerra per manutenzione. Antonio Gallozzi e Michele Buonomo, rispettivamente direttore e presidente Legambiente Campania, sono meno ottimisti: «Ancora una volta, purtroppo, si vanno sempre più materializzando gli spettri di una nuova fase di emergenza. Nell`ultimo anno, indubbiamente, si è concretizzato ben poco per superare la storica carenza strutturale che pregiudica la corretta gestione dei rifiuti in Campania». Hanno sottolineato, in particolare: «Dopo l`inaugurazione dell`impianto di compostaggio di Salerno, stentano ad attuarsi gli impianti di digestione anaerobica dei rifiuti umidi presso lo Stir di Tufino e quello preannunciato per Giugliano, nonché il completamento degli impianti di compostaggio di Gittoni Valle Piana, Eboli e San Tammaro. I quali, anche se ancora insufficienti darebbero comunque un grosso aiuto alla risoluzione del problema». Quanto alle bonifiche, hanno detto: «Sono ancora una chimera».

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