Discariche selvagge, dall`Ue nuova lettera all`Italia

Il ministro: «Abbiamo preparato una delibera e avviato una collaborazione con le Regioni per verificare lo stato di avanzamento degli interventi». I Circoli dell`Ambiente: «È necessario costruire i termovalorizzatori
22 novembre 2012
Fonte: Roma

BRUXELLES. La Commissione europea ritiene che in Italia, nonostante i progressi realizzati, «alcune discariche non siano ancora state chiuse o messe in conformità» alla regole previste dalla relativa direttiva Uè. La Commissione ha quindi deciso di inviare all`Italia una «lettera di messa in mora», che rappresenta la seconda fase della procedura di infrazione al Trattato Uè, prima di un eventuale ricorso alla Corte di giustizia europea. L`Italia «ha due mesi per rispondere». E il Governo italiano sembra intenzionato a correre immediatamente ai ripari. «Per evitare la condanna della Corte di Giustizia europea ho deciso di proporre al Cipe un programma di ulteriori finanziamenti per le bonifiche dei siti che sono ancora sotto infrazione», dice il ministro dell`Ambiente, Corrado Clini, in audizione alla Camera sulle procedure di infrazione relative alle discariche illegali. L Ue intende deferire l`Italia alla Corte di giustizia, ha detto Clini, il che comporterebbe un`ammenda di 56 milioni ed una giornaliera di 256.819 euro per ogni giorno dopo la condanna. Il ministro - parlando in Commissione Politiche comunitarie - ha spiegato che «abbiamo preparato una delibera e avviato una collaborazione con le Regioni per verificare lo stato di avanzamento degli interventi» e ne abbiamo informato il commissario Uè all`Ambiente e «questo potrebbe portare a una sospensione della notifica». Clini ha aggiornato i dati sulla base dei quali l`Ue ha aperto la procedura di infrazione nel 2003 e portato ad una condanna per l`Italia nel 2007: «Dei 5.297 siti da ripristinare segnalati inizialmente dalla Commissione europea oggi sono 234 siti, di cui 148 hanno interventi in corso, in 77 ci sono interventi programmati dagli enti locali e nove sono sottoposti a sequestro». Per quanto riguarda i siti censiti m Campania, «oggi abbiamo 47 discariche, tutte ex discariche precedenti alla normativa del 1997 - ha ricordato Clini-di cui 44 sono oggetto di interventi di bonifica o ripristino, m due il procedimento di bonifica è programmato e non m corso, e una è sotto sequestro dell`Autorità giudiziaria». Intanto, in una nota i Circoli dell`Ambiente, attraverso il presidente Alfonso Fimiani, annunciano per oggi la presentazione alla Camera del progetto "II nostro rifiuto, la vostra risorsa" che «sintetizza la necessità di passare da una società di sfrenato consumismo ad un modello che garantisca un aumento del tasso di benessere, ma con spiccata attenzione a rendere sostenibile la crescita. Si continua a girare intorno al problema senza proporre la soluzione più semplice e limpida: nel Lazio come in Campania e nelle altre Regioni a rischio, dalla Sicilia alla Calabria, è necessario costruire i termovalorizzatori per smaltire il rifiuto indifferenziato non riutilizzabile». Fimiani ricorda che «siamo impegnati in tutta Italia, ed in particolare in Campania, soprattutto grazie all`attivismo della nostra vicepresidente Marinella Laudisio, con incontri ed attraverso i nostri Sportelli Informativi Ambientali per informare i cittadini su come e perché ridurre e differenziare i rifiuti. Ma non vogliamo che il nostro messaggio sia distorto: l`utopia del rifiutozero ha dato come risultato la più grande catastrofe ambientale del nostro Paese, l`emergenza rifiuti in Campania. E se anche Roma non vuoi fare la stessa fine, è necessario che siano avviate tutte le procedure necessarie alla costruzione di più termovalorizzatori, anche perché uno non basterebbe per l`intera Provincia».

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