Rifiuti, rischio paralisi Incontro con Clini

Forse un decreto per trasferire la spazzatura Gli addetti Asìa dichiarano lo stato di agitazione
20 novembre 2012 - Angelo Agrippa
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — C`è una data approssimativa che inchioda il futuro ambientale della Campania al rischio di precipitare nuovamente nell`emergenza rifiuti È quella che l`incontro di oggi ad Arezzo tra il ministro dell`ambiente, Corrado Clini, e gli assessori regionali, assumeranno come spartiacque per capire se sarà possibile, dal prossimo anno, trasferire rifiuti da una regione all`altra, data la ferma opposizione degli amministratori del Nord. Secondo quanto trapelato, al ministero dell`Ambiente si sta lavorando a un decreto di urgenza che potrebbe consentire di portare i rifiuti solidi urbani oltre i confini della Campania anche in assenza di un accordo tra Regioni. «All`inizio di gennaio — conferma l`assessore della giunta Caldoro, Giovanni Romano — il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi in via definitiva sul trasferimento dei rifiuti campani; sebbene ora sia il Lazio a patire di più l`incerta classificazione del rifiuto. Ma è ovvio, se la pronuncia dovesse risultare negativa per noi, ci troveremmo in grave difficoltà».
Il timore di trovarsi ostaggio dell`emergenza è più che presente in queste ore. I sindacati dei lavoratori di Asia Napoli, la municipalizzata per l`ambiente, annunciano lo stato di agitazione e fanno leva sull`azienda per fissare a breve un tavolo di confronto su come «ottimizzare l`attività», «valorizzare gli addetti» e «porre m essere una concreta rivisitazione dell`organizzazione del lavoro». Insomma, anche sul fronte sindacale si accenna a un «inasprimento della conflittualità» che potrebbe scaricare tutte le tensioni a ridosso delle festività natalizie. E il sito di trasferenza di Napoli, già sovraccarico di 7 mila tonnellate di spazzatura, potrebbe rapidamente far deflagrare la crisi. Ma per ora è la capacità di smaltire, oltre che di raccogliere la spazzatura, a preoccupare. «In provincia di Napoli non c`è alcun discarica in grado di accogliere le 3.500 tonnellate di spazzatura prodotte quotidianamente nella sola provincia partenopea — illustra con preoccupazione Enrico Angelone, amministratore unico della Sap.Na. — e inviamo fuori regione circa 200 mila tonnellate di frazione umida ogni anno, ad eccezione della frazione secca che viene bruciata nel termovalorizzatore di Acerra. In tutta la Campania si producono in media 7.200 tonnellate di rifiuti al giorno. Le norme della Uè prescrivono il principio di "prossimità" in base al quale la spazzatura deve essere smaltita nel luogo più vicino alla produzione». Per questo motivo alla Sap.Na, la società della Provincia di Napoli, guardano con apprensione alla decisione del Consiglio di Stato che dovrebbe pronunciarsi sulla possibilità di poter continuare a trasferire fuori dalla regione i rifiuti solidi urbani che vengono trattati negli impianti Stir (ex Cdr), dove vengono lavorati e imballati. Il nodo da sciogliere riguarda la classificazione dei rifiuti, in particolare se quelli urbani trattati possono essere definiti ancora speciali come avvenuto finora. In caso contrario, per il trasferimento sarà necessario un accordo tra le Regioni, che è sempre molto difficile da concludere. «Questa è la situazione — conclude Angelone — ed è auspicabile un intervento legislativo urgente» che autorizzi il trasferimento fuori regione della spazzatura anche in assenza di accordi. L`assessore regionale Romano spera nell`incontro con Clini: «Occorrerà trovare una soluzione. Oggi il rifiuto campano è sottoposto a un processo industriale, a differenza di quello prodotto a Roma, e pertanto va considerato speciale. Gli impianti di compostaggio regionali hanno iniziato a stabilizzare la frazione umida, abbattendo del 30 per cento il peso e la quantità del rifiuto stesso. Abbiamo completato l`impianto di Eboli, dove saranno trattate 20 mila tonnellate; l`impianto di Salerno è già in funzione e ha la capacità di lavorare 30 mila tonnellate l`anno; aspettiamo che siano pronti anche quelli di Giffoni Valle Piana, con 22 mila tonnellate, e di San Tammaro, nel Casertano, in grado di trattare altre trentamila tonnellate di umido. Ora che A2A ha presentato una offerta per l`inceneritore di Napoli est, possiamo dire che siamo sulla strada giusta». Intanto, l`Emilia è pronta a fare barricate contro l`arrivo della monnezza dalla Campania. L`assessora emiliana all`ambiente, Sabrina Freda, si oppone con tutte le forze all`ipotesi di un decreto d`urgenza per spedire i rifiuti dalla Campania in Emilia Romagna: «Il ministro pretende di scavalcare le Regioni — tuona — e far accollare un impatto e un carico ambientale importante, senza nessun controllo, a chi quei rifiuti non li ha prodotti».

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