La ristrutturazione interesserà anche Arpac Multiservizi e Jacorossi. La nuova azienda sarà operativa da maggio 2013

Astir, 467 lavoratori in cassa integrazione

Il personale delle Partecipate della Regione confluirà in Campania Ambiente
L`Arpac ha accumulato perdite che superano 25 milioni di euro, l`Astir ha superato i 70 milioni
Le società del settore hanno chiuso i bilanci m passivo e hanno accumulato milioni di debiti
16 novembre 2012 - Ciro Crescentini
Fonte: Cronache di Napoli

NAPOLI - L`Astir, l`azienda per la bonifica ambientale di proprietà della Regione Campania, fa partire le procedure per l`attivazione della cassa integrazione per circa 467 lavoratori. Inizia così la prima fase della ristrutturazione aziendale. Una ristrutturazione `lacrime e sangue` che interesserà altre partecipate regionali, Arpac Multiservizi e Jacorossi, determinando centinaia di esuberi. I livelli occupazionali di tutti i lavoratori non potranno essere garantiti. Una volta definito il reale fabbisogno del personale si procederà alla costituzione di `Campania Ambiente`, un`unica azienda per la gestione dell`ambiente. Una società che dovrebbe `rischiare` e competeré sul mercato per non dipendere esclusivamente dai soldi pubblici. La nuova azienda sarà operativa a partire da maggio del 2013. Delicata la situazione aziendale dell`Arpac multiservizi che si occupa di bonifica ambientale. La società a responsabilità limita è nata nel 2004 dalla fusione di due società, una piccola società in house e l`azienda Pan. Negli ultimi tré anni, l`Arpac ha chiuso i bilanci in passivo, accumulando perdite che superano i 25 milioni di euro. I costi e à intero conto economico sono rappresentati dal personale. In sintesi, l`azienda non sta svolgendo attività e i costi finora sostenuti riguardano esclusivamente il pagamento degli stipendi e degli oneri contributi per i dipendenti. La società si è mantenuta in piedi con attività sui territori finanziate esclusivamente con i fondi Por 200/2006. Attività contestate dall`Unione Europea perché non è consentito l`affidamento di lavori finanziati con fondi europei utilizzando il meccanismo della trattativa diretta. E se gli organismi comunitari dovessero convincersi che le procedure adottate non erano corrette, la Regione sarebbe costretta a restituire i fondi europei. Lo stesso potrebbe verificarsi per le risorse utilizzate dall`Astir che si trova in una drammatica situazione finanziaria. I debiti superano 70 milioni di euro. Tante le consulenze stipulate in passato, costosissime le auto aziendali e consistenti i gettoni di presenza concessi ai consiglieri delle precedenti amministrazione. Centinaia le assunzioni effettuate senza concorso. L`azienda, nata sulle ceneri della Recam, una società che aveva accumulato centinaia di migliaia di euro per consulenze e stipendi agli amministratori e ai manager, aveva il compito di utilizzare le risorse regionali, nazionali ed europee per la realizzazione delle opere di bonifica ambientale nei comuni della Regione. Gli obiettivi erano ambiziosi. In particolare, la sua `mission` prevedeva: azioni per la riduzione dei rifiuti, vendita prodotti alla spina; ciclo integrato dei rifiuti;manutenzione dei parchi naturali; gestione dei cdr;creazione una task force per lo sviluppo della raccolta differenziata per arrivare al 65% nel 2013 e consulenza per armonizzare i piani esistenti ed applicati dai vari comuni.

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