Depuratori, Ganapini a giudizio

Danni alla Regione per 12 milioni Nei guai l`ex assessore Ganapini. La Corte dei Conti lo cita insieme con tre dirigenti

Il caso Avrebbero impedito di incassare le sanzioni per il cattivo funzionamento dei depuratori
L`accusa Un dirigente definì la sezione che recuperava le multe «un inutile appesantimento burocratico»
31 ottobre 2012 - Titti Beneduce
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

La Corte dei Conti ha citato a giudizio l`ex assessore regionale all`Ambiente Walter Canapini e tré dirigenti, accusati di non aver riscosso sanzioni per il cattivo funzionamento dei depuratori per un ammontare di 12 milioni.
NAPOLI — I depuratori non funzionavano e la Regione avrebbe dovuto sanzionarne i gestori, utilizzando quel denaro per contrastare l`inquinamento ambientale. Invece, con una decisione incomprensibile, l`unità operativa preposta a riscuotere le sanzioni fu smantellata nel 2007 e non venne sostituita da alcun altro organo o funzionario regionale. Ð risultato fu che si prescrissero 1029 verbali e Palazzo Santa Lucia perse 12 milioni di euro. Quei soldi, ora, per la Corte dei Conti devono essere restituiti dall`ex assessore Walter Canapini e da tré dirigenti: gli ex coordinatori dell`Area generale tutela ambiente Mario Lupacchini e Luigi Rauci e l`ex dirigente del Settore ciclo integrato delle acque Generoso Schiavone. L`udienza è fissata per il 29 novembre davanti al giudice Marzia De Falco. Nel frattempo, i magistrati contabili hanno disposto il sequestro per equivalente di loro beni; ciascuno risponde per un quarto della somma. La vicenda, ricostruita dal vice procuratore generale Ferruccio Capalbo grazie a meticolosi accertamenti del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, è sconcertante. Per riscuotere le sanzioni inflitte a causa del cattivo funzionamento dei depuratori, la Regione aveva istituito nel 2000 una apposita unità operativa. Nel 2007, tuttavia, l`unità operativa fu improvvisamente smantellata dall`allora coordinatore del settore Ecologia e tutela dell`ambiente, Mario Lupacchini, che in una nota inviata a Generoso Schiavone la definiva «un inutile appesantimento burocratico». D compito di riscuotere le sanzioni, scriveva Lupacchini, sarebbe passato ad un funzionario regionale: tuttavia ciò non avvenne fino al 2009 e le sanzioni del periodo 2002 — 2005 andarono prescritte. Ma non è tutto. Come Capalbo ricostruisce nell`invito a dedurre notificato ai quattro nei mesi scorsi, Canapini, Rauci e Schiavone proposero alla Giunta di varare una delibera su nuove regole nella riscossione delle sanzioni per i depuratori senza rivelare che l`unità operativa incaricata del compito era stata smantellata. La delibera proponeva di trasferire ad altri soggetti il compito di istruire le pratiche relative alle sanzioni «avendo constatato una oggettiva difficoltà da parte dei soggetti pubblici e privati destinatari dei verbali di contestazione di illeciti amministrativi di interfacciarsi con l`unità operativa sia per la distanza sia per i tempi lunghi a causa dell`accentramento delle istruttorie». La giunta regionale, nota Capalbo, respinse la proposta di delibera, «sottolineando l`assenza di un idoneo corredo motivazionale teso a comprovare l`effettiva maggiore efficacia del sistema proposto rispetto a quello in vigore». In vigore, m realtà, non c`era più alcun sistema, ma nella proposta, si legge ancora nell`invito a dedurre, «non veniva fatto alcun riferimento all`avvenuta soppressione dell`unità operativa».

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