Sapna consulenze d`oro: danno milionario

L`addebito erariale era stato contestato dalla Corte dei Conti anche a tré ex amministratori della società provinciale che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti, ad un ex assessore alle Partecipate e a due dirigenti dell`ente
19 ottobre 2012 - Mario Pepe
Fonte: Roma

NAPOLI. È di oltre 1,5 milioni di euro il danno arrecato all`Erario per inutili consulenze affidate dalla società in house della Provincia di Napoli Sapna spa, costituita nel dicembre del 2009 per gestire il ciclo integrato dei rifiuti e traghettare la provincia napoletana fuori dall`emergenza ambientale. Le indagini contabili, disposte dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania ed eseguite dai Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli (Nucleo di Polizia Tributaria), hanno portato anche al sequestro conservativo di beni immobili, conti correnti e crediti presso terzi, riconducibili ai soggetti ritenuti responsabili, per un ammontare pari all`intero importo del danno contestato. I militari delle Fiamme Gialle hanno ricostruito puntualmente i numerosi incarichi di consulenza estema affidati già in fase di avvio dalla società partecipata. Per ciascuno dei soggetti affidatari di consulenze, i finanzieri hanno esaminato a fondo le motivazioni e le procedure seguite dalla società per l`affidamento degli incarichi, i curricula vitae dei professionisti designati, gli elaborati dagli stessi prodotti nell`espletamento dei rispettivi incarichi, la relativa fatturazione ed i giustificativi di pagamento, avendo quale obiettivo generale quello di verificare il rispetto della normativa prevista in materia, con specifico riferimento agli obblighi di pubblicità, all`urgenza dell`affidamento, alle mansio ni svolte ed alla rendicontazione delle attività, alla effettiva utilità conseguita dalla società stessa. Le indagini hanno evidenziato in primo luogo che gli incarichi professionali sono stati conferiti senza porre in essere le previste procedure di evidenza pubblica. In aggiunta a tale irregolarità, è poi emerso che le ed. "consulenze" non hanno di fatto comportato alcun effettivo arricchimento professionale per la Sapna. Gli amministratori che, nel tempo, si sono succeduti a capo della Sapna hanno affidato a consulenti esterni à esecuzione di attività rientranti propriamente nei compiti ordinari per i quali la società stessa è stata costituita ed è stata dotata di risorse finanziarie e di personale. Il danno complessivo subito dalle finanze pubbliche è stato quantificato dalle Fiamme Gialle e dalla Corte dei Conti in complessivi 1.559.798,05 euro ed è stato contestato al presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesare, Corrado Catenacci, Umberto Vecchione e Claudio Roveda, già amministratori della Sapna, Armando Cascio, ex assessore delegato alle partecipate, e a due dirigenti del medesimo ente territoriale, Carmela Miele e Paolo Pisciotta. Nell`ambito del relativo procedimento amministrativo-contabile la Corte dei Conti ha disposto il sequestro di immobili, conti correnti e crediti, per un ammontare pari a quello del danno contestato, a carico di Cesaro, per 700mila euro, Catenacci e Vecchione. «Considero il provvedimento dei magistrati della Corte dei Conti un atto dovuto nell`espletamento delle loro indagini» dice Cesaro. «È una misura cautelativa, che ovviamente mi colpisce e mi addolora per le sue conseguenze immediate, ma sono certo che avrà una durata solo temporanea e verrà ritirata una volta verificata l`assoluta legittimità di ogni mio atto adottato prima, durante e dopo l`emergenza rifiuti», aggiunge Cesaro.

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