Rifiuti, raccolta differenziata gestita da rom e immigrati

Nel mercato a cielo aperto dei rifiuti abusivi

La gente arriva, scarica ferro e altri metalli che vengono controllati da giovani africani senza lavoro per pochi spiccioli. Poi quello che resta viene caricato sui camion del comune e portato in discarica
13 ottobre 2012 - Antonio Maria Mira
Fonte: Avvenire

La Golf bianca si ferma sul margine della strada. Si avvicina un giovane immigrato africano. Apre lo sportello e scarica un grande sacco giallo pieno di rifiuti e un vecchio aspirapolvere. La signora alla guida allunga la mancia. Il ragazzo appoggia l`aspirapolvere accanto a un mucchio di pezzi di metallo, rovista a mani nude nel saccone alla ricerca di qualche rifiuto di qualità e il resto lo butta su un enorme cumulo di altri sacchetti. Siamo a Lago Patria, frazione di Giugliano, 120mila abitanti, la terza città della Campania, a nord di Napoli. Comune nel quale è in corso la verifica per accertare se ci siano state infiltrazioni camorriste. Siamo nel cuore della "terra dei fuochi" e del disastro dei rifiuti. E quello che vediamo ne è l`ultimo e ancora inedito esempio. Qui, in via Staffetta, si fa una sorta di raccolta differenziata illegale, ma alla luce del sole. Sono passate da poco le 12, la strada è trafficata, tra palazzi e villette, ed è un continuo fermarsi di auto che scaricano i propri rifiuti lasciando al ragazzo di colore pochi centesimi. Ma è solo il primo passaggio. Perché questa è davvero una specie di piazzola di primo smistamento. Lo capiamo meglio in via Santa Maria a Cubito, aVercaturo, altra frazione di Giugliano. Qui all`opera sono quattro immigrati. Hanno già separato metalli, uno specchio, alcune sedie, biciclette e tricicli per bambini. Anche qui le auto dei cittadini scaricano e lasciano la mancia. Ma possiamo osservare anche il secondo tempo dello smistamento. Si ferma un camioncino con alcuni rom. Trattano con gli immigrati, poi pagano (pochi euro) e caricano i rifiuti selezionati, soprattutto i metalli che poi venderanno ai rottamatori. E il lavoro continua con un altro camioncino. Ma il cerchio non è ancora chiuso. Proprio accanto agli immigrati c`è un camion con a bordo un piccolo escavatore bobcat. Attende la fine della giornata e la fine della selezione. E l`arrivo di un autocompattatore della Senesi, la ditta che dovrebbe svolgere la raccolta dei rifiuti a Giugliano. Il bobcat viene fatto scendere con l`aiuto degli immigrati, carica i rifiuti che vengono poi portati all`impianto Stir. E si fa spazio per nuovi scarichi e una nuova selezione. Non solo qui. Perché questo disastro non ha davvero limiti. Torniamo a Lago Patria, alla scuola elementare don Salvatore Vitale. È l`ora dell`uscita dei bambini. Ma proprio davanti c`è un`altra piazzola di smistamento abusiva. Anche qui due immigrati, col loro mucchio dei metalli e rifiuti "preziosi", e dall`altra parte un cumulo di sacchetti. Arriva una mamma, passa il sacco al ragazzo africano e poi va a prendere il figlio: servizio completo. Il tutto senza che ne un vigile ne un responsabile della scuola intervenga. Eppure il pericolo per i piccoli è evidente. Abraham, 22 anni, del Ghana, uno dei due giovani, spiega di essere in Italia da tré anni e di non avere lavoro. Cosi passa 5 ore tra i rifiuti, guadagnando intorno a 10 euro. Ma cosa sta succedendo a Giugliano? Nella città ci sarebbe la raccolta differenziata porta a porta, affidata proprio alla Senesi. E infatti in giro non si vedono cassonetti. Ma il sistema in realtà non funziona. I dati ufficiali della Regione dicono appena ul4% ma è anche peggio. «Noi separiamo i nostri rifiuti - ci spiega un cittadino - ma nessuno viene a prenderli e allora li mettiamo sotto casa. Ma poi di notte vengono col bobcat e mettono tutto nell`autocompattatore». E tanti saluti à1Ãà buona volontà. Meglio, allora, ricorrere alla piazzole abusive con gli immigrati, dove comunque opera l`impresa che fornisce i bobcat. L`alternativa è portare i rifiuti differenziati nei "Centri di conferimento assistito" gestiti dalla Senesi in via Ripuaria. Ma qui vediamo solo i contenitori (pochi) per la plastica, la carta, il vetro e gli abiti usati. Non vediamo metalli, ne rifiuti elettrici.
Strano. Entriamo. C`è un auto con alcuni rom che stanno caricando proprio metalli, cassette, e cercano anche di recuperare abiti e scarpe. Il tutto chiacchierando con uno degli addetti al centro. Lo fanno gratis o pagano? E perché nessuno interviene? C`è davvero qualcosa di strano. Il 24 settembre la Guardia di finanza e la polizia provinciale hanno effettuato una perquisizione negli uffici del comune su incarico della procura di Napoli. Si indaga proprio sull`affidamento del servizio rifiuti. L`ipotesi sarebbe truffa. Ma forse la storia delle piazzole alternative non la conoscono neanche loro. 

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