TERZIGNO

Rifiuti, divieto di dimora per manifestante

12 ottobre 2012
Fonte: Giornale di Napoli

TERZIGNO. Convalidato, dalla Cassazione, il ricorso pesante alle misure cautelari per chi, in maniera violenta, ostacola in Campania la raccolta dei rifiuti e il loro conferimento nelle discariche. La Suprema Corte, infatti, ha detto `sì` al divieto di dimora nel comune di Terzigno a carico di Alberto Aliberti, un ventottenne molto attivo nel contrasto violento alla raccolta dei rifiuti nella discarica di Cava Sari (nella foto una protesta). Il provvedimento era stato emesso dal gip di Noia lo scorso tré marzo per violenza privata «per avere impedito (ponendo il proprio veicolo di traverso nella sede stradale) il passaggio di un automezzo adibito alla discarica dei rifiuti sita nel luogo». Il fatto era avvenuto all`inizio dello scorso marzo e portò all`arresto in flagranza. Senza successo, Aliberti ha contestato l`espulsione da Terzigno in Cassazione sostenendo che non c`era il rischio di reiterazione. I supremi giudici con la sentenza 40212 - gli hanno risposto che ci sono «esaustive motivazioni» sulla «concretezza e attualità del pericolo di reiterazione della condotta criminosa» anche con riferimento alla «personalità dell`imputato». In precedenza, Aliberti durante una manifestazione a Napoli, lo scorso febbraio, aveva ferito un poliziotto. Dopo aver bloccato l`autocompattatore all`ingresso di Cava Sari, il ventottenne con due compiici aveva picchiato i due autisti del mezzo e aveva tentato di darlo alle fiamme. Poi i tré erano fuggiti in auto e venivano fermati dai carabinieri. A bordo, fu trovato un manifesto del movimento "Difesa del territorio area vesuviana e Collettivo area vesuviana" il cui contenuto esortava alla protesta contro la presenza di discariche e inceneritori.

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