Fumi tossici dall`ex bitumificio

TRA I RIFIUTI TROVATI ANCHE BIDONI CHE CONTENEVANO SOSTANZE VELENOSE, LA COMMISSIONE AMBIENTE DEL PARLAMENTINO CHIEDE L`INTERVENTO DELL`ARPAC
9 ottobre 2012 - Mariano Rotondo
Fonte: Giornale di Napoli

Le immagmi parlano chiaro. Il suolo dell`ex bitumificio in via De Roberto - lato Poggioreale - è fortemente avvelenato. A scatenare l`allarme è un servizio delle versione online di "Comunicare il sociale" che tratta il delicato argomento attraveros un reportage dalla frontiera di Napoli Est. Questa, infatti, è zona di sversamenti abusivi, una piaga che va avanti da anni senza che nessuno riesca a mettere fine. E tra i depositi illegali non mancano prodotti tossici che con il tempo hanno prodotto nel suolo delle vere e proprie sabbie mobili che hanno corroso l`asfalto e che emanano un tanfo tanto sgradevole e penetrante da fare girare la testa. Tutto, come sottolinea il periódico d`informazione è ben coperto dalla discarica a cielo aperto dove si trovano elettrodomestici sfasciati, calcinacci, pneumatici e rifiuti d`ogni genere. Quello che c`è sotto, ancora non è chiaro. «Sicuramente prodotti chimici e materiale altamente inquinante», denuncia Mario Maggio, presidente della commissione Ambiente della quarta Municipalità. Insomma, atmosfera da terrore davanti all`ex bitumificio del quartiere della periferia orientale, «che - scrive l`autore del reportage - ha tutta l`aria di una bomba ecologica, coperta da erbacce e da una discarica illegale di materiali edili». L`area è stata sottoposta a sequestro alcuni anni fa, per irregolarità nelle procedure di produzione e smaltimento; da allora è sotto custodia giudiziaria. Da alcuni punti del terreno fuoriescono fumi, sprigionati da chissà quale materiale interrato. Il fumo è ben visibile anche da parecchi metri di distanza e continua a salire da diversi giorni. Proseguendo tra le erbacce, dove sono ben visibili le tracce del passaggio di autoveicoli che hanno scavato solchi in corrispondenza delle ruote, camminando su un pavimento di rifiuti sminuzzati e ridotti quasi in polvere, si arriva alla parte centrale della struttura.
«Qui e là - descrive ancora "Comunicare il sociale" - fusti abbandonati e pozzanghere di bitume liquido, lo stesso che riempie una grossa vasca al centro della zona. Alle spalle sono ancora accatastati i pneumatici che venivano utilizzati per alimentare i forni usati per preparare il bitume. Alcuni tratti, poi, fanno venire in mente le sabbie mobili: decine di metri quadrati di suolo all`apparenza cementificato, ma che cede sotto il peso per diversi centimetri. Almeno quattro dita di bitume lasciato sul terreno da chissà quanto tempo, nei quali rimangono le impronte quando vi si cammina sopra. Matériau che, invece di essere smaltiti come legge impone, sono stati sversati sul terreno. L`aria è densa, irrespirabile. Un odore che ricorda molto quello della plastica bruciata, tipico delle discariche dove i fili elettrici vengono bruciati per ricavarne il mare. Il tutto, a pochi passi dalle abitazioni». L`allarme è partito proprio dai residenti, esasperati dalla puzza che arriva dall`area continuamente. «Ho presentato un esposto agli organi competenti - spiega Maggio - è necessario che chi di dovere venga qui per controllare cosa c`è sotto questi rifiuti. Vogliamo dei controlli dell`Arpac, un carotaggio. È una bomba ecologica da bonificare e con la necessaria attenzione. Quel fumo che esce dal terreno non fa presagire nulla di buono».

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